Il KKL saluta l’Ambasciatore di Israele Gideon Meir con una cena in terrazza.

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Si avvicina il passaggio di consegne dell’Ambasciatore di Israele a Roma Gideon Meir in procinto di terminare il suo incarico in Italia. E prosegue la kermesse di saluti e omaggi a uno dei più amati rappresentanti istituzionale di Israele a Roma.

Così Raffaele Sassun -Presidente del KKL Keren Kayemeth LeIsrael Italia, la più antica organizzazione ecologica del mondo che si occupa dello sviluppo, della bonifica e del rimboschimento della Terra di Israele – ha organizzato un raffinato dinner nella sua casa romana nel quale ha coinvolto il direttivo dell’Associazione no profit e molti amici.

Con la complicità della padrona di casa, la signora Michal Sassun, è stata apparecchiata una cena per un centinaio di ospiti uniti dell’amore verso la natura e l’educazione delle nuove generazioni alla pace e alla concordia tra i popoli.

Tra loro sono stati avvistati alcuni tra i maggiori sostenitori dell’Ente e amici di Israele e del KKL: Rafi Ovadia, Procuratore della Fondazione dalla sede centrale di Israele, Yechiel Eyni, Direttore della compagnia di volo El Al, Fabio De Lillo, già assessore all’Ambiente, Emanuele di Porto, Segretario della Comunità Ebraica di Roma, Massimo Menchini, responsabile delle relazioni istituzionali di Assogestioni.

E alcuni volti noti della televisione: Anadela Serra Visconti, medico estetico di Uno Mattina, in tailleur verde smeraldo, Samya Abbary, il volto di NonSoloModa su Canale 5, in un elegantissimo tubino nero con pettorale in oro e pietre dure, Valeria Pannuti, di RaiNews 24 e il press agent Emilio Sturla Furnò, ufficio stampa del KKL.

“Un sincero grazie” – ha affermato da parte del Presidente del KKL nell’atto di consegna di una targa d’argento all’Ambasciatore – “per il costante supporto alla causa del KKL e gli auguri per il nuovo prestigioso incarico che andrà a svolgere in Israele”. Commozione dell’Ambasciatore – sempre accompagnato da sua moglie Amira, in lungo abito in seta nero e ricami – che ha voluto ringraziare in lingua ebraica gli amici della fondazione per tutto lavoro svolto in tutto il mondo.

Intreccio di sapori tra oriente e occidente per il ricco menù – rigorosamente bianco per l’Ambasciatore non ama il pomodoro – allestito nella grande terrazza interna: varietà di sushi, cous cous con verdure, risotto ai funghi, e pasta e ceci. Brindisi finale con dolci alla frutta e monoporzioni di tiramisù e montblanc.

 

 

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