Star bene a tavola: al Margutta RistrorArte la cena perfetta per rimanere giovani

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A via Margutta, la giovinezza si consuma a tavola – Cena Anti-Aging al Margutta RistorArte

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A tavola non si invecchia! Parola di Tina Vannini titolare de Il Margutta RistorArte che organizzato l’altra sera il primo dinner anti-aging capitolino per presentare il nuovo menù autunnale dello storico locale vegetariano di Via degli Artisti. Si è consumata così una appetitosa e sana riunione per una quarantina di ospiti tra i quali Barbara Bouchet, Marina Tagliaferri, Mita Medici, Marina Pennafina, Samya Abbary e molti giornalisti per presentare pietanze antiossidanti preparate dallo Chef Vito Grossano. “La giovinezza è servita”, il benvenuto di Emilio Sturla Furnò che ha introdotto la giovane nutrizionista Camilla D’Antonio prima di accomodarsi a tavola. “Si tratta di una cucina elaborata con materie prime dal potere anti-invecchiamento e benefiche per l’organismo” – ha spiegato l’esperta nell’educazione alimentare anti-invecchiamento. ha spiegato l’esperta nell’educazione alimentare anti-invecchiamento – “che combattono i radicali liberi. Non solo ingredienti antiossidanti, ma, anche, efficaci tecniche di cottura che valorizzano ed ottimizzano le proprietà anti-aging dei singoli componenti”. Ecco quindi l’insalata con otto germogli, la pasta di grano con polpa di pomodorini, il filetto di seitan alla veneziana con il barolo, il tortino di verza con zenzero e per finire, monoporzioni di dolci tra cui uno squisito soufflé al cioccolato con peperoncino. “Una proposta per nutrirsi con consapevolezza e imparare come, utilizzando qualche semplice accorgimento, poter applicare anche nella vita di tutti i giorni tali preziosi suggerimenti” ha così salutato gli ospiti Tina Vannini – “per una cucina più sana che non rinuncia ai sapori autentici e ai mix creativi”.

Emilio Sturla Furnò

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Foto di Michela De Nicola

Giada Curti: L’Alta Moda Romana celebra la Sua Donna Divina.

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“Libera di essere Divina”. Il titolo della sfilata di haute couture presentata da Giada Curti. Un tributo a Tamara De Lempicka da parte della stilista laziale per la nuova Collezione Autunno/Inverno 2011/12. E un omaggio alla Capitale, poiché per la sfilata inserita nel calendario ufficiale di Altaroma – presentata il 10 luglio – è stata scelta la romantica scala barocca di Rampa Mignanelli, sulla quale si affaccia l’Atelier Giada Curti.

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Tanti ospiti vip e stampa accolti dal press agent con Raffaella Naddeo: nelle prime file a bordo della passerella hanno apprezzato i preziosi modelli da sera della Curti: la Presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi seduta accanto alla Vice-Presidente Valeria Mangani, Barbara Bouchet, Anna Pettinelli, Elisabetta Pellini, Loredana Cannata, Mirka Viola, Gloria Guida, Maria Rosaria Omaggio, Roberto Ciufoli, Elena Russo, Maria Grazia Nazzari, Isabel Russinova, Livio Beshir, Adriana Russo, Roberta Allegretti, Alex Partexano, Daniela Martani, e il marito della stilita Antonio Curti in compagnia di Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno, direttori di WOMAN & BRIDE, Media Partner dell’Evento.

La collezione rievoca l’affascinante premiere dame degli anni ’30 dallo sguardo altezzoso che personifica una femminilità d’avanguardia, apolide protagonista della mondanità, erotica e spirituale al contempo, enigmatica fino al punto di sembrare ambigua, modello irraggiungibile di bellezza e aristocrazia. Sfilano abiti ispirati dalla visita alla grande esposizione delle opere della “pittrice del moderno” presso il Museo del Vittoriano.

Giada Curti re-inventa, così, lo stile Art Decò per il corpo femminile: plasma satin, douchesse e organza in technicolor nelle nuance del verde salvia, marrone cacao e del caldo viola alessandrite. Venti modelli da grande soirée con sovrapposizioni di tulle ricamati con pizzi francesi, intarsi di crine e rouche, drappeggi couture, nuovi volumi, tagli diversi per silhouette sofisticate dalle trasparenze seducenti. Charme provocatorio grazie a décolleté che inquadrano il viso, imponenti panneggi in tulle che danno l’illusione di un corpo fluttuante. Predomina il nero – lucido e opaco – elegante, superbo, impreziosito da ricami in swarovski e pietre dure. Una collezione autunno/inverno per moderne regine dalle labbra rosso profondo come le donne amate dalla stravagante protagonista della mondanità europea, interpreti di un glamour algido e perfetto, incontaminate dalla realtà, quasi irraggiungibili.

Al termine della sfilata – colpo di scena – sono due spose mano nella mano: Tamara e la sua Rafaela. La prima con un abito intero in satin di seta pura color avorio con maniche lunghe a guanto contornate di pizzo chantilly ricamato, così come scollo e coda. Grande apertura a V sulla schiena. Sul capo una calotta anni ’30 di pizzo ricamato con lungo velo di tulle di seta. La compagna indossa un completo nero taglio maschile, con giacca a doppio petto. Per la prima volta in passerella escono due donne, due compagne, due spose che celebrano il “Marriage Equality Act” approvato a New York lo scorso 25 giugno. Commosse, nel parterre anche l’On. Paola Concia con la sua compagna Ricarda Trautman.

La moda è donna, sempre” – ha affermato la stilista – “Non teme pregiudizi, nè può essere vittima di allusioni equivoche. E’ portavoce di libera femminilità”.

 

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò – tel +39 340 4050400

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