Innovazione e tradizione, sperimentazione e sartorialità. Tony Ward incanta AltaRoma

Abiti Sposa

 

Tra innovazione e stile inimitabile Tony Ward ha creato una collezione che gioca con i codici tradizionali dell’Haute Couture, e presenta in anteprima assoluta una nuova tecnica di decorazione, lavorazione e di utilizzo dei materiali.

 

 I capi che sfilano sulla passerella del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia sono il frutto di una lunga ricerca.

Tutto è iniziato per puro caso, 2 anni fa, quando per errore Tony versa del silicone su un taglio di tulle, e resta affascinato dalla bellezza dell’effetto dei dImagee materiali messi insieme. 

Da quel piccolo incidente è iniziata una lunga ricerca e un periodo di sperimentazione in cui Tony Ward coinvolge i suoi collaboratori in atelier e i suoi fornitori più stretti. Infine, tra ricerca, sperimentazione e un pizzico di inventiva trova  il modo migliore di applicare alla moda questa tecnica che può finalmente essere inserita nelle collezioni e utilizzata al meglio nella collezione Couture.

E’ così che, partendo dal know how tutto artigianale di un atelier di alta moda, il designer supera oggi i confini della couture tradizionale e crea dei veri capolavori utilizzando questo innovativo e malleabile sistema di lavorazione, interamente fatto a mano, utilizzando una siringa al posto dell’ago e filo, e mantenendo la caratteristica dell’alto artigianato. Ma grazie all’utilizzo di materiali innovativi , il silicone, appunto, produce un effetto totalmente innovativo: l’effetto tattile è vellutato, il disegno tridimensionale, l’effetto leggerissimo. Il tratto è  perfettamente definito, e qualsiasi sia la sfumatura di colore, appare ricco e nello stesso tempo etereo.

 La silhouette è sensuale e avvolgente, a volte romantica e morbida, a volte più costruita, gli abiti e i completi giocano con le organze, il tulle, le sete jacquard o i merletti più raffinati.

I tessuti e i ricami sono dipinti a mano, e creano giochi di colore sempre diversi, con le sfumature dei blu, rosa e beige, mentre l’eterno contrasto del bianco e nero è ammorbidito dalle trasparenze femminili ed eleganti.

 La collezione, che riesce a miscelare perfettamente il rigore con la creatività, ha un fascino che va al di là delle parole, con un vero e proprio inno all’innovazione.

 Alla sfilata sono attese molti personaggi del mondo della diplomazia, dello spettacolo, del jet set internazionale.

  

Ufficio Stampa – Barbara Manto & partners – 335/6419474 – barbaramanto@tiscali.it

 Credits:Tessuti ALDO BIANCHI, GENTILI MOSCONI, L U I G I V E R G A , R U F F O C O L I , S O L S T I S S , T A R O N I,R I C A M I F I C I O L U S I.

Hair Style C I U T I & C I U T I  p e r L ‘ O R É A L P R O F E S S I O N E L

Make up C L A U D I O F E R R I

Regia S T E F A N O S C I O S C I A  p e r  D A R D O E V E N T I

Musica P I E R L U I G I C A R R O Z Z I

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Esordio Italiano sulle passerelle di AltaRoma per la Libanese Mireille Dagher

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ImmagineLa passione per la moda di Mireille Dagher inizia da lontano: a soli 16 anni riempiva i suoi quaderni di scuola con disegni di abiti meravigliosi, suscitando spesso le ire dei suoi insegnanti.

Consegue il diploma, e coltiva il suo talento lavorando con diverse case di moda, fino a quando, nel 2001 realizza finalmente il suo sogno di teenager e apre il suo atelier. E subito le sue collezioni diventano tra le più richieste e il suo atelier uno dei più frequentati di Beiruth.

Principesse del golfo, jet set libanese, e star internazionali non perdono nemmeno una delle sfilate delle sue collezioni, sempre ambientate in luoghi sofisticati, e la sua fama si afferma in un continuo crescendo, mentre il suo brand si impone sempre di più fortemente.

Dal Libano il lavoro di Mireille si afferma all’estero, negli Emirati Arabi, in Egitto, in Kuwait, in Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Tunisia. Consolidati questi mercati decide il salto oltreoceano, in Francia prima e negli Stati Uniti poi.

Nel 2013 la sua prima avventura italiana, in calendario Alta Roma.

 La collezione di Mireille Dagher è pensata per donne femminili ed eleganti, che nelle sue collezioni cercano gli abiti delle grandi occasioni.

Cocktail, sera e sposa, infatti, sono il genere in cui Mireille riesce a dare il meglio della sua creatività, con modelli sinuosi e femminili, impalpabili e ricchissimi allo stesso tempo.

 La collezione Alta Moda primavera estate  2013 si dipana in una palette di colori tenui, dal rosa pastello, al giallo pallido al blu cielo.

Le linee sono aderenti al corpo, ma si allargano verso gli orli per permettere la praticità dei movimenti di chi li indossa e per esaltare la femminilità della silhouette.  Grande attenzione è dedicata alle spalle, che con sapienti scollature, tagli architettonici e maestria sartoriale diventano un punto focale attorno al quale si sviluppa l’abito, dando così grande enfasi alla parte superiore della figura femminile.

 I ricami sono da mille e una notte: le decorazioni di perle, il bagliore degli Swarovski, la perfezione delle decorazioni in filo fanno di ogni abito un capolavoro certosino di una maestria sartoriale che attraversa il tempo.  Sempre nelle decorazioni troviamo l’originalissimo l’uso del metallo, che rende moderno e interessante una lavorazione dalle tradizioni antichissime.

 Tripudio di chiffon, sete preziose e merletti pregiati e per il gran finale due gli abiti da sposa, ricchissimi e favolosi.

 Acconciature di Carlo Pinca Roma per L’Oréal Professionnel.

Raffaele Squillace InternationalFashion Make Up Artist

 Ufficio Stampa – Barbara Manto & partners – 335/6419474 – barbaramanto@tiscali.it

L’hclub>doney ospita “Fauve”: Il Progetto di Alberto Leonardi per la pellicceria top level.

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Alberto Leonardi 

presenta il progetto “FAUVE”

hclub>doney il 7 novembre 2012 ore 18.30

Alberto Leonardi, creatore dell’omonimo brand di pellicceria, esplora le nuove frontiere del lusso con la personalizzazione estrema del pezzo unico.

Oltre al “fatto a mano” e al modello in esclusiva, arriva anche la personalizzazione “caratteriale” della pelliccia.

Per le sue clienti più esigenti, infatti, Alberto Leonardi ha creato una collezione di Alta Moda, disponibile solo su ordinazione e su misura, in cui il capo è personalizzato anche all’interno, con un’opera del pittore Anronello Venditti studiato in armonia con la personalità della cliente e  dipinto a mano dal pittore stesso sul rovescio della pelliccia. Il capo finito, una volta ultimato il dipinto viene trattato con sostanze naturali che rendono l’opera indelebile.

Il progetto è presentato con una performance all’hclub>doney, con una selezione di 12 splendidi capi reversibili. Il tema è fauve, intesa come animale predatore, ed è dedicata ad una donna “belva” che si difende, o che si impone.

La linea, sempre morbida ma dai volumi moderati, è prevalentemente a uovo, e avvolge il corpo senza segnare la figura. Le maniche, a chimono o a imbuto danno volume, senza prevaricare la silhouette.  I peli, pregiatissimi, vanno dallo zibellino ai persiani, dal cincilla al breshwans, dalla volpe argentata al visone.

Importanti i giochi dei colli, sempre avvolgenti e versatili, che si trasformano ora in cappuccio, ora in mantella. La stessa versatilità che troviamo nei capi più elaborati, il cuo taglio sartoriale permette loro di trasformarsi in un attimo da cappotto a blouson, da mantella a bolero.

Mirabili le lavorazioni, con gli intarsi che formano un effetto tridimensionale, le tosature che rendono il pelo morbido e leggero come seta, i solchi che segnano tra il pelo donandogli sbalorditivi contrasti di colore.

I colori sono quelli delle pietre preziose: il rosso , i blu, i verdi, senza rinunciare al bianco perla e al nero assoluto.

E all’interno di tanta magnificenza la personalizzazione estrema, il tocco dell’artista: il dipinto ispirato alla personalità della donna che lo indossa: tigri, leopardi, giaguari, falchi, lupi, aquile., tutti rigorosamente femmine e predatrici, rappresentate con estrema accuratezza, quasi fotografate, e con un unico denominatore comune: lo sguardo feroce e penetrante, quasi ipnotico. Una belva moderna e cittadina,  cosmopolita e unica, come il capo che indossa.

E per il gran finale la modella iconica più sofisticata di tutti i tempi, la mitica Dalma, avvolta in un  cappottino di cincillà blu copiativo dalla linea a uovo, al cui interno si cela il dipinto di un leone meravilgioso e selvaggio, unico maschio di questa giungla metropolitana.

Alberto Leonardi, creatore dell’omonimo brand, inizia il suo percorso professionale collaborando con importanti maison di alta moda,  tra cui Fendi, Manlio Mallia e Polidori. Nel 1983 apre il suo primo atelier a Roma, cui si sono aggiunti altriv in varie città, e contemporaneamente ha  continuato  a collaborare con le grandi case di moda.  Nel 2000 decide di concentrare il suo lavoro in un unico atelier a Roma, e  di creare solo e unicamente con il proprio marchio.

Negli anni ha collaborato anche con produzioni teatrali e cinematografiche importanti, realizzando, tanto per citarne un paio, il costume in pelliccia dell’opera teatrale Maria Stuarda di Zeffirelli e un capo in volpe argentata per il film di Ferzan Ozpetek “magnifica presenza”.

UFFICIO STAMPA Barbara Manto 335/6419474 – barbaramanto@tiscali.it

MASH_UP: Le contaminazioni artistiche di Barrella, Cosenza e Mariotto al Museo di Roma in Trastevere

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MASH UP

Antonio Barrella  fotografo

Luca Cosenza art director

Guillermo Mariotto stilista

 

Museo di Roma in Trastevere

Roma,  Piazza S. Egidio 1b – Roma

dal 1 giugno al 22 luglio 2012

vernissage 31 maggio 2012

Mash-Up:  I dj  usano questa parola in sostituzione del concetto di remix. Tecnicamente è il termine con cui si indica, in ambito musicale, un brano composto da frammenti di altri brani. Traslando il termine in senso artistico non si parla semplicemente di decostruire o reinterpretare, bensì di plasmare materiale preesistente in una nuova forma.

Ed è questo il significato della mostra fotografica Mash Up, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura e curata da Stefano Dominella, che ripercorre il lavoro nato dalla collaborazione di tre “geniacci” che si incontrano, lavorano insieme, e in modo quasi inconsapevole segnano una vera e propria svolta nella comunicazione visiva tra il 1998 e il 2012: Guillermo Mariotto, stilista, Antonio Barrella, fotografo e Luca Cosenza, art director.

Immagini che parlano non solo di moda, ma che esprimono un contenuto, raccontano una storia, stupiscono, scandalizzano, generano pensieri, a volte scatenano critiche feroci, a volte suscitano vere e proprie ovazioni.

Guillermo è l’artefice di abiti bellissimi, vere e proprie prove d’autore e fulcro per lo studio creativo dell’immagine fotografica: stupisce con abiti sensazionali, abiti a volte esagerati, opere create per far discutere, opere mediatiche. Illuminate da una fotografia sempre più curata, che trasmettesse delle sensazioni inusuali che vanno oltre la bellezza dell’immagine, dell’abito e della modella. La luce, segno identificativo delle foto di Antonio Barrella, caratterizza tutte le immagini, grazie anche alla perfezione della sua inseparabile Hasselblad. Con  la tecnica ineccepibile e la grande passione per l’immagineche caratterizza il lavoro di Barrella  gli abiti e gli art-work prendono vita con il colore o si sfocano nella magia di un bianco e nero soffuso. Luca ripercorre la contemporaneità, va oltre la forma, esprime al massimo il contenuto, tra citazioni colte, paralleli culturali  audaci, provocazioni giocose.

Le immagini possono essere lette a livelli diversi: foto di moda impeccabili, narrazione di un fatto, espressione di un pensiero, denuncia di una necessità, narrazione poetica.

La mostra ripercorre il lavoro di questo sodalizio di teste pensanti, autodefinitesi “Gruppo Fatti Creativi” che per 15 anni ha prodotto le immagini per la comunicazione della maison Gattinoni: Guillermo Mariotto, Antonio Barrella e Luca Cosenza, hanno elaborato e realizzato una rappresentazione fotografica di moda senza dare a quest’ultima quell’immagine “tradizionale”, ma creando una “capsule” di genialità, buon gusto e amore per l’arte. Guardando al futuro e all’immaginazione, vera essenza di nuove avventure.

 Una mostra che comprende cinquanta opere fotografiche, con accanto  istallazioni, citazioni, performance, in un’atmosfera tra il mitico e il fantastico, che vede convivere lo spirito della factory e i camouflages di Warhol, i graffiti di Haring, il museo Dalì.

Non solo:la mostra fotografica diventa happening, con incontri con gli stilisti e conferenze, e con uno shooting dal vivo, senza gli schemi di uno studio fotografico. Tra il 7 e l’11 luglio nel calendario ufficiale di AltaRoma AltaModa, quattro fotografi, tra cuiAntonio Barrella e Paolo Belletti, fotograferanno in presenza del pubblico e dei media sul tema “Exagerate Shooting” 10 modelle con le collezioni create per l’occasione da 5 giovani stilisti, mentre le immagini verranno trasmesse su un video wall posto alla fine del percorso-passerella.

Ufficio stampa

Barbara Manto

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