MONICA VITTI PROTAGONISTA AL MARGUTTA: SCATTI D’AUTORE, ARTE E TEATRO PER LA MOSTRA “POLVERE DI STELLE D’ARTE”

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INAUGURATA AL MARGUTTA RISTORARTE LA MOSTRA

“POLVERE DI STELLE D’ARTE”

SCATTI D’AUTORE, STELLE ARTISTICHE E MOMENTI DI TEATRO A VIA MARGUTTA

 

FRANCESCA BARBI MARINETTI - TINA VANNINI - EMANUELA TITTOCCHIASentimenti e buoni propositi per avvicinarsi al Natale. Immagini e parole nella mostra Polvere di Stelle d’Arte allestita presso gli spazi espositivi de Il Margutta RistorArte a Roma, aperta al pubblico dal 7 Dicembre 2012 al 14 Gennaio 2013.

Oltre quattrocento ospiti accorsi per l’inaugurazione – tra cui moltissimi volti noti della cultura, dello spettacolo e della moda – hanno potuto apprezzare la preziosa selezione di scatti d’autore che ritraggono la grande attrice italiana Monica Vitti.

La mostra – ideata da Tina Vannini e Francesca Barbi Marinetti -raccoglie scatti rubati dal ‘The king of paparazzi’ Rino Barillari che si mescolavano ad altri più ricercati del fotografo di scena più amato dall’attrice, Sandro Borni. Quest’ultimo operativo sui set dagli anni Sessanta ha lavorato a fianco di importanti registi, quali De Sica, Magni, Zeffirelli, Bellocchio, immortalando molti attori tra cui, oltre alla Vitti, anche Totò. Dal 2001 Sandro Borni lascia l’attività di scena per dedicarsi alla formazione di giovani fotografi. In rappresentanza di Borni i figli Fabrizio e Riccardo.

Tra i molti invitati chiamati a raccolta dal press agent Emilio Sturla Furnò si potevano riconoscere: Rosanna Cancellieri, Brando Giorgi, Anadela Serra Visconti, Rosanna Lambertucci, Elisabetta Pellini, Alex Partexano, Lilian Ramos, Roberta Beta, Barbara Carniti Bollea, Guglielmo Giovanelli Marconi, Dani del Secco D’Aragona con la figlia Ludovica, Carlo Giovanelli, Adriana Russo, Edoardo Sylos Labini, il costumista Francesco Crivellini, gli stilisti Nayra Laise, Massimo Bomba e Giuseppe Luciano, gli scenografi Manuel Carlo Puccini e Gigi Riggio, Linda D, Marco Montigelli, Mara Keplero, l’On. Antonio Paris, Antonio Pascotto, il Prefetto Gianni Ietto, la psicoterapeuta Irene Bozzi, il chirurgo plastico Fabio Massimo Abenavoli, gli avvocati Antonella Succi, Manuela e Aldo Giorgio Maccaroni, Giovanna Deodato Drake, Manuel Ferrarini, Aldo Ferrara, i giornalisti Aldo De Luca, Antonio Pascotto, Leonarda Manna, la storica dell’arte Elena Gigli, l’esperta di Avanguardia Simona Cigliana e i Direttori di Woman & Bride Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno.

Apprezzamento per le opere/stella dedicate a Monica Vitti realizzate da Giampaolo Addari, Giampaolo Atzeni, Marina Bellini, Mauro Bellucci, Franca Bernardi, Giorgio Bisanti, Elena Boccoli, Vito Bongiorno, Enrico Borghini, Eleonora Brigliadori, Brivido Pop, Daniele Carnovale, Daniele Contavalli, Graziano Cecchini, Ludovica Cirillo, Marco Colletti, Ferdinando Colloca, Gianluigi Contesini, Ugo Cossu, Publia Cruciani, Laura Della Gatta, Massimo Di Cave, Fernando Di Nucci, Antonio Fiore, Ornella Flora Curatolo, Carlo Frisardi, Alessandro Gatti, Rosa Galante, Domenico Giglio, Pier Paolo Koss, Mauro Molle, Carlo Montesi, Ernesto Morales, Viviana Mauriello, Net.Futurismo (Antonio Saccoccio, Stefano Balice, Marco Zappa), Samuele Papiro, Pierino Pastore, Fausto Roma, Paola Romano, Marcello Toma, Gerry Turano, Serge Ubertì.

Applausi alla performace di Emanuela Tittocchia e Vincenzo Bocciarelli che hanno ricordato un momento del film Polvere di Stelle accompagnati dal maestro Antonio Nasca.

Negli spazi espositivi de Il Margutta anche l’abito di scena del film“Polvere di Stelle”, gentilmente prestato dalla sartoria teatrale The One.

Per tutti gli ospiti al vernissage un delizioso cocktail vegetariano dai colori e profumi natalizi.

La mostra evento si estende anche in Second Life, nell’isola del MIC-Imagin@rium, dove gli artisti internazionali del Metaverso esporranno la loro stella, decorata in 3D con gli strumenti digitali propri dei Mondi Virtuali. In collaborazione con ArtEdLand e con ART GALLERY Maryva Mayo, le stelle comporranno una scenografia sull’acqua che verrà ripresa in un video-machinima realizzato da Marina Bellini, proiettato su uno schermo al Margutta RistorArte durante l’asta.

Polvere di Stelle d’Arte in Second Life crea una sinergia collaborativa tra reale e virtuale, e riconosce nel mondo reale quel settore dell’arte contemporanea molto attivo nei mondi virtuali che dialogano continuamente con le varie piattaforme in web e soprattutto con i socialnetwork

“Il desiderio di realizzare un evento che coniugasse arte e rappresentazione scenica, aleggiava qui da tempo tra i desiderata – ha spiegato la curatrice della mostra Francesca Barbi Marinetti. Sono circa quaranta gli artisti che si ispirano alle atmosfere del mondo dello spettacolo, teatrale o cinematografico, producendo stelle/opera da battere all’asta per sostenere una messa in scena. Musa ispiratrice del primo appuntamento di questo più ampio progetto che vuole stendere ponti per avvicinare mondi e al tempo stesso portar lontano, una Signora del cinema e del teatro indiscutibilmente amata dal pubblico di ogni età: Monica Vitti. Conosciuta da tutti come calamita carismatica di comicità e dramma, pochi sanno quanto con attenta sensibilità la Vitti sia stata vicina al mondo dell’arte.

 

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CAMILLA ANCILLOTTO E LA SUA ARTE TRASFORMISTA IN MOSTRA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

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VERNISSAGE  “IN FIERI” ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

ARTE CON CAMBIO DI SCENA PER CAMILLA ANCILOTTO

 

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Coloratissimi olii su legno con un inaspettato cambio di scena. L’arte che si trasforma in gioco all’infinito per rappresentare l’essere umano, la flora e la fauna, associati ai quattro elementi che compongono l’universo. Una straordinaria raccolta di venti creazioni dell’artista romana Camilla Ancilotto con cui lo spettatore ha potuto interagire all’infinito facendo ruotare i solidi a base triangolare che le compongono, creando immagini sempre diverse e suggestive

Il carattere “instabile” delle opere, in perenne trasformazione – aspetto che costituisce la cifra stilistica dell’arte della Ancilotto – ha trovato efficace sintesi nel titolo della mostra – In fieri, presso la sede del Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati dall’8 al 15 Novembre – locuzione che allude sia alla transitorietà delle forme che alle potenzialità insite nel processo del divenire.

La mostra – promossa dalla Regione Lazio e da Roma Capitale e curata da Gloria Porcella e Lamberto Petrecca – ha attirato oltre cento cinquanta ospiti appartenenti al mondo della cultura, dello spettacolo e delle istituzioni accolti dall’organizzatrice Carlotta Ercolani e dal press agent Emilio Sturla Furnò.

Divertiti dal “gioco dell’Arte”,la Presidente della Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni – che ha aperto la mostra con un discorso di benvenuto assieme all’artista e ai curatori – l’On. Manuela Ghizzoni con il marito Francesco Fedi, gli artisti Rosa Galante Lodi, Giulio Gorga e Gerry Turano,la scrittrice Rosetta Romano Toscani, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, il marchese Giuseppe Ferrajoli con la sua Olga, la contessa Elena Aceto Di Capriglia, la psicoterapeuta Irene Bozzi, il professor Valerio De Luca.

Affascinati dalle forme e dai colori vivaci delle opere di Ancilotto gli attori Marina Pennafina, Alex Partexano, Andrea Gherpelli, Janet De Nardis, Lilian Ramos, il costumista Francesco Crivellini, la critica d’arte Francesca Barbi Marinetti, l’architetto Massimo Di Cave con Rosanna La Salandra, il pierre Umberto Masci, l’imprenditrice Tina Vannini, Carla Montani, Stefania Giacomini, lo stilista Massimo Bomba, la studiosa di vintage Esterita Di Cesare.

Per tutti, ricco il cocktail allestito nell’antico chiostro a base di prugne con feta greca e bacon croccante, medaglioni mignon alle erbe con ripieno di straccetti di vitella e pomodorini, barchette con taleggio, pere e fogliolina di menta, piccoli flan di risottino con zucchine, pomodori secchi, limone e bottarga, terrine di couscous con bocconcini di pollo al curry, piccole quiche con funghi porcini e un buffet dei dolci con mousse al cucchiaio, cantucci e ciambelline al vino.

Reduce dalla personale tenuta nella prestigiosa cornice del Chiostro del Bramante a Roma e dalla partecipazione alla rassegna internazionale Art Basel Miami, la pittrice approda alla Camera dei Deputati con opere che testimoniano uno sviluppo ulteriore della sua riflessione artistica, vòlta a sondare il rapporto tra uomo e natura. Tale ricerca prende l’avvio negli anni Novanta da quesiti etico-filosofici relativi al vertiginoso sviluppo delle biotecnologie nel corso del XX secolo, in particolar modo nel campo dell’ingegneria genetica. La mostra attuale è invece occasione per presentare gli esiti più recenti della sua ricerca, indagine che l’ha portata a soffermarsi maggiormente sugli aspetti formali della tecnica pittorica.

L’aspetto artigianale che connota le realizzazioni della pittrice romana è tratto distintivo del suo operare artistico: attraverso una chiave di lettura del tutto personale e moderna, la Ancilotto affronta alcuni “baluardi” della storia dell’arte occidentale quali Angelica e l’eremita e il Ratto delle Sabine di Rubens, Io e Giove di Correggio, Leda e il cigno di Michelangelo, Venere e cupido nelle versioni del  Pontormo e del Bronzino – opere che costituiscono il background culturale e figurativo più noto e popolare della nostra civiltà artistica – al fine di recuperare la tecnica ad olio tradizionale, accademica, sviluppata dagli old masters europei nel XVI e XVII secolo. Tra le opere in mostra, accomunate da un evidente fil rouge, fa eccezione la peculiare raffigurazione della Dea Kalì, la Distruttrice della triade indù, unica rappresentante, tra plurime presenze muliebri tratte dalla mitologia greco-romana, della sfera religiosa orientale.

Ponendosi dunque nella lunga e feconda scia di quei fermenti artistici iniziati in Italia negli anni Ottanta del secolo scorso interessati a recuperare la figuratività nella pittura, la Ancilotto, attingendo sistematicamente al vasto repertorio della grande arte del passato, supera il mero citazionismo e “affonda” nel processo creativo di tali capolavori, analizzandone i valori formali, cromatici e luministici.

 

In continuo dialogo con la tradizione, i lavori di Camilla Ancilotto perseguono il duplice intento di invitarci a riscoprire – nell’era della digitalizzazione e delle realtà virtuali – l’importanza della manualità nel processo creativo artistico e di indurci a riflettere sul concetto di “armonia”, principio etico ed estetico verso cui tendere sempre, idea sublime che la pittrice romana esprime attraverso l’equilibrio esibito nella resa formale dei suoi dipinti e contenuto nel soggetto costante delle sue opere: la vagheggiata osmosi tra mondo umano, vegetale ed animale. Indicative in tal senso le parole dell’artista: «Ciò che più mi affascina dei capolavori dell’arte è la costante contemporaneità e validità del loro linguaggio, da sempre veicoli di un’armonia coincidente con quell’universale “senso del Bello” che trascende le periodizzazioni dell’arte».

 

Camilla Ancilotto nasce a Roma nel 1970. La passione per l’arte la porta presto ad approfondire studi specifici in campo artistico: nei primi anni Novanta frequenta l’Istituto Europeo di Design e la Scuola delle Arti Ornamentali San Giacomo a Roma e, contemporaneamente, inizia a prendere parte ai fermenti espressivi della Capitale partecipando a diverse mostre collettive. Prosegue la sua formazione a New York dove si trasferisce nel 1997; dopo aver conseguito il diploma di Master in Fine Art presso la New York Academy of Art, la Ancilotto ha occasione di aprirsi alla scena artistica americana che le offre negli anni molteplici opportunità di lavoro, esponendo – tra il 1998 e il 2012 – in mostre personali e collettive nelle città di New York, Los Angeles e Miami. Nel 2001 torna nella sua città natale, dove attualmente vive e lavora. Tra le esposizioni più significative si segnalano la personale allestita presso il Chiostro del Bramante a Roma (2010), la partecipazione alla rassegna internazionale Art Basel Miami (2011) e la sua quinta mostra personale tenuta presso il Miami Dade College Freedom Tower Museum di Miami (2012).

 

 

 

Emilio Sturla Furnò

+39 340 4050400

emyesse@yahoo.it

Emergenza Origami: Ora tocca a noi.

Abiti Cerimonia, allestimenti, Arte, Atelier, Cocktail, Cultura, Eventi, Installazioni, Location, luxury, Moda, Mostre, Roma, solidarietà, stilisti, Vernissage, VIP, Woman & Bride

Parte l’ultima fase del progetto: ora l’appello alla generosità si sposta sui collezionisti e sul pubblico, per l’asta del 22 giugno dove si potranno acquistare queste opere straordinarie e preziose.

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Ancora volta il mondo dell’arte e della moda  generosi risponde generoso alla chiamata di solidarietà. Oltre settanta – tra artisti, stilisti, designer – hanno accolto la richiesta di donare una creazione ciascuno per “Emergenza Origami” (www.emergenzaorigami.it) – la mostra di opere ispirate agli origami giapponesi – da vendere per un asta benefica il cui ricavato sarà devoluto in favore degli interventi della C.R.I nelle zone colpite dalla recente terremoto.  Doppio appuntamento, quindi,  per presentare le due preziosi collezioni  – abiti, sculture, pitture oggetti di design, monili – esposte in contemporanea  nella Capitale presso la  Centrale Montemartini di Via Ostiense 106 – concessa dall’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini che sostiene l’iniziativa – e Il Margutta RistorArte, lo storico locale della Via delle Arti, che coniuga da oltre trent’anni l’alta cucina vegetariana con l’impegno per divulgare l’arte e l’artigianato.

Accolti dal comitato promotore dell’evento – Francesca Barbi Marinetti, Stefania Giacomini, Emilio Sturla Furnò, Tina Vannini – centinaia di ospiti tra cui anche molti i volti noti hanno attraversato  da un capo all’altro la Città  per visitare  le due esposizioni e presenziare ai cocktail di apertura. Tra gli altri: Linda Batista, Elena Russo, Roberta Beta, Alex Partexano, Maria Grazia Nazzari, Cristian Stelluti, Federico Mollicone, Silvio Di Castro, Alba Russo – sponsor dell’evento con il suo marchio Lady Investigation. Apprezzamento e commozione per i lavori di Giampaolo Addari, Alessandra Argiolas, Matilde Argiolas, Massimo Attardi, Ivan Barlafante, Franca Bernardi, Giorgio Bisanti, Elena Boccoli, Luigi Boille, Vito Bongiorno, Danilo Bucchi, Alessandro Cannistrà, Luisa Canovi, Marco Colletti, Ferdinando Colloca,  Gianluigi Contesini, Publia Cruciani, Massimo Di Cave, Valentina Di Serio, Marco D’Amico, Pablo Echaurren, Carlo Frisardi, Gianpistone, Roberto Gretter, Marco Innocenti, Anna Izzo, Pier Paolo Koss, Giuseppe La Spada, Emilio Leofreddi, Daniele Lombardi, Franco Losvizzero, Giampiero Malgioglio, Rachele Mangraviti, Roberto Mercoldi, Giacomo Miracola, Mauro Molle, Carlo Montesi, Innocenzo Odescalchi, Stefania Orrù, Pierino Pastore, Enrica Prazzoli, Jack Sal, Sinisca, Marco Tamburro, Giampaolo Tomassetti, Gerry Turano, Serge Ubertì, Marco Verrelli, Renato Balestra, Ettore Bilotta, Luigi Borbone, Silva Bruschini, Franco Ciambella, Ludovica Cirillo per ByLudo, Marco Coretti, Giada Curti, Stefano e Cosima D’Inzillo, Fondazione Micol Fontana, Maison Gattinoni, Antonio Grimaldi, Susanna Liso per Le Tartarughe, Franco Litrico, Laura Mancinelli, Antonio Martino, Fabio Salini, Maison Fausto Sarli, Laura Pieralisi, Patrizia Pieroni, Pino Purificato, Marco Ripiccini Lab 123Design, per KOEFIA Andrea D’Elia e Chiara Paioletti, per IED  Alessandra Lupi e Riccardo Mecarini, Sharon Falco, Silvia Gemma, Elena Pierri, Yuxia Wang.

Ma perché “Emergenza Origami”? Vi è una leggenda che narra che chi avesse piegato 1000 senbazuru (gru di carta), esprimendo uno stesso desiderio dopo averne completato ognuno, tale desiderio sarebbe divenuto realtà. Nel 1950 a causa delle radiazioni dovute al bombardamento atomico di Hiroshima una bambina chiamata Sadako Sasaki si ammalò di leucemia. Sadako si ricordò della leggenda e cominciò a piegare origami con il desiderio della propria guarigione. Poi il suo desiderio mutò diventando quello della pace nel mondo. Dopo averne completati 644 Sadako morì. Così gli amici e i compagni di scuola portarono a termine la sua opera offrendola al suo funerale come segno di una volontà condivisa. In seguito venne costruito in sua memoria un monumento a Seattle dove ogni 6 agosto, giornata della pace, migliaia di origami a forma di gru vengono mandati a Hiroshima per essere poi spediti a bambini di tutto il mondo.

I lavori- realizzati e donati sia da artisti noti ed emergenti che da stilisti conosciuti e allievi di accademie di moda, costume e arte – si trovano in mostra dal 13 al 22 giugno, giorno in cui verranno battuti all’asta da Fabrizio Romiti della Casa D’Aste Antonina di Roma – presso la Centrale Montemartini. Il ricavato verrà devoluto interamente alla C.R.I che opera sul territorio colpito dal terremoto con particolare attenzione verso progetti a sostegno soprattutto dei più piccoli.

L’evento gode del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone a Roma e della partecipazione di “Adrenalina”, progetto sull’emersione dei giovani talenti artistici promosso dal 2009 dall’Amministrazione capitolina Un doppio appuntamento per presentare il progetto e le due esposizioni .

Emilio Sturla Furnò

+39 340 4050400

emyesse@yahoo.it

Nelle forme degli Origami la solidarietà dell’Arte e della Moda per il Giappone.

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EMERGENZA ORIGAMI

Artisti e stilisti uniti per il Giappone

con il patrocino e il sostegno dell’Assessorato alle

Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale

 con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone 

in collaborazione con la Fondazione Italia Giappone

 

Presentazione del progetto 13 giugno 2011 – ore 18.00

Il Margutta RistorArte – Via Margutta 118 – Roma

 

Origami Party 15 giugno 2011 – ore 19.00

Asta 22 giugno 2011 – ore 19.00

Centrale Montemartini – Via Ostiense 106 – Roma

  

ARTISTI: Giampaolo Addari, Alessandra Argiolas, Matilde Argiolas, Massimo Attardi, Ivan Barlafante, Franca Bernardi, Giorgio Bisanti, Elena Boccoli, Luigi Boille, Vito Bongiorno, Danilo Bucchi, Alessandro Cannistrà, Luisa Canovi, Marco Colletti, Ferdinando Colloca,  Gianluigi Contesini, Publia Cruciani, Massimo Di Cave, Valentina Di Serio, Marco D’Amico, Pablo Echaurren, Carlo Frisardi, Giampistone, Roberto Gretter, Marco Innocenti, Anna Izzo, Per Paolo Koss, Giuseppe La Spada, Emilio Leofreddi, Daniele Lombardi, Franco Losvizzero, Rachele Mangraviti, Roberto Mercoldi, Giacomo Miracola, Mauro Molle, Carlo Montesi, Innocenzo Odescalchi, Stefania Orrù, Pierino Pastore, Enrica Prazzoli, Jack Sal, Sinisca, Marco Tamburro, Giampaolo Tomassetti, Gerry Turano, Serge Ubertì, Marco Verrelli.

 STILISTI: Renato Balestra, Ettore Bilotta, Luigi Borbone, Silvia Bruschini, Franco Ciambella, Ludovica Cirillo per ByLudo, Marco Coretti, Giada Curti, Stefano e Cosima D’Inzillo, Fondazione Micol Fontana, Maison Gattinoni, Antonio Grimaldi, Susanna Liso per Le Tartarughe, Luca Litrico, Laura Mancinelli, Antonio Martino, Fabio Salini, Maison Fausto Sarli, Laura Pieralisi, Patrizia Pieroni, Pino Purificato, Marco Ripiccini, per KOEFIA Andrea e Chiara Paoletti, per IED  Alessandra Lupi e Riccardo Mecarini, Sharon Falco, Silvia Gemma, Elena Pierri, Yuxia Wang.

 

Vi è una leggenda che narra che chi avesse piegato 1000 senbazuru (gru di carta), esprimendo uno stesso desiderio dopo averne completato ognuno, tale desiderio sarebbe divenuto realtà. Nel 1950 a causa delle radiazioni dovute al bombardamento atomico di Hiroshima una bambina chiamata Sadako Sasaki si ammalò di leucemia. Sadako si ricordò della leggenda e cominciò a piegare origami con il desiderio della propria guarigione. Poi il suo desiderio mutò diventando quello della pace nel mondo.

Dopo averne completati 644 Sadako morì. Così gli amici e i compagni di scuola portarono a termine la sua opera offrendola al suo funerale come segno di una volontà condivisa.

In seguito venne costruito in sua memoria un monumento a Seattle dove ogni 6 agosto, giornata della pace, migliaia di origami a forma di gru vengono mandati a Hiroshima per essere poi spediti a bambini di tutto il mondo.

Questa storia toccante e simbolo di un Giappone che si rialza da una tragedia di portata planetaria si riaccende di drammatica attualità. La recente catastrofe avvenuta nel Giappone ha colpito profondamente tutto mondo, anche quello della moda e dell’arte, tanto da spingere un team organizzativo che già collabora attivamente su progetti culturali – Francesca Barbi Marinetti, Stefania Giacomini, Emilio Sturla Furnò, Tina Vannini – a ideare l’evento di solidarietà “Emergenza Origami” (www.emergenzaorigami.it).

I creativi sono stati invitati a realizzare una collezione di opere ispirate agli origami a scopo benefico per farne dono per un’esposizione ed un asta il cui ricavato sarà devoluto a favore delle zone colpite dal disastro. Le opere donate da artisti e stilisti sono esposte a Roma presso due sedi tra il 13 e il 22 giugno 2011: la Centrale Montemartini – concessa dall’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini che sostiene l’iniziativa – e Il Margutta RistorArte.

I lavori – realizzati e donati sia da artisti noti ed emergenti che da stilisti conosciuti e allievi di accademie di moda, costume e arte – verranno battuti all’asta da Fabrizio Romiti della Casa D’Aste Antonina di Roma – presso la Centrale Montemartini il 22 giugno. Il ricavato verrà devoluto interamente alla C.R.I che opera sul territorio colpito dal terremoto con particolare attenzione verso progetti a sostegno soprattutto dei più piccoli.

L’evento gode del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone a Roma e della partecipazione di “Adrenalina”, progetto sull’emersione dei giovani talenti artistici promosso dal 2009 dall’Amministrazione capitolina.

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò +39 340 4050400 emyesse@yahoo.it; info@emiliosturlafurno.it

 

Francesco Barbi Marinetti – D.d’Arte +39 339 8581350 – didartesrl@gmail.com

Stefania Giacomini Coordinamento Moda +39 335 5341445 – ministefi@gmail.com

Tina Vannini – Il Margutta +39 06 32650577 – tina.vannini@gmail.com

www.emergenzaorigami.it