MASH_UP: Le contaminazioni artistiche di Barrella, Cosenza e Mariotto al Museo di Roma in Trastevere

Abiti Sposa

MASH UP

Antonio Barrella  fotografo

Luca Cosenza art director

Guillermo Mariotto stilista

 

Museo di Roma in Trastevere

Roma,  Piazza S. Egidio 1b – Roma

dal 1 giugno al 22 luglio 2012

vernissage 31 maggio 2012

Mash-Up:  I dj  usano questa parola in sostituzione del concetto di remix. Tecnicamente è il termine con cui si indica, in ambito musicale, un brano composto da frammenti di altri brani. Traslando il termine in senso artistico non si parla semplicemente di decostruire o reinterpretare, bensì di plasmare materiale preesistente in una nuova forma.

Ed è questo il significato della mostra fotografica Mash Up, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura e curata da Stefano Dominella, che ripercorre il lavoro nato dalla collaborazione di tre “geniacci” che si incontrano, lavorano insieme, e in modo quasi inconsapevole segnano una vera e propria svolta nella comunicazione visiva tra il 1998 e il 2012: Guillermo Mariotto, stilista, Antonio Barrella, fotografo e Luca Cosenza, art director.

Immagini che parlano non solo di moda, ma che esprimono un contenuto, raccontano una storia, stupiscono, scandalizzano, generano pensieri, a volte scatenano critiche feroci, a volte suscitano vere e proprie ovazioni.

Guillermo è l’artefice di abiti bellissimi, vere e proprie prove d’autore e fulcro per lo studio creativo dell’immagine fotografica: stupisce con abiti sensazionali, abiti a volte esagerati, opere create per far discutere, opere mediatiche. Illuminate da una fotografia sempre più curata, che trasmettesse delle sensazioni inusuali che vanno oltre la bellezza dell’immagine, dell’abito e della modella. La luce, segno identificativo delle foto di Antonio Barrella, caratterizza tutte le immagini, grazie anche alla perfezione della sua inseparabile Hasselblad. Con  la tecnica ineccepibile e la grande passione per l’immagineche caratterizza il lavoro di Barrella  gli abiti e gli art-work prendono vita con il colore o si sfocano nella magia di un bianco e nero soffuso. Luca ripercorre la contemporaneità, va oltre la forma, esprime al massimo il contenuto, tra citazioni colte, paralleli culturali  audaci, provocazioni giocose.

Le immagini possono essere lette a livelli diversi: foto di moda impeccabili, narrazione di un fatto, espressione di un pensiero, denuncia di una necessità, narrazione poetica.

La mostra ripercorre il lavoro di questo sodalizio di teste pensanti, autodefinitesi “Gruppo Fatti Creativi” che per 15 anni ha prodotto le immagini per la comunicazione della maison Gattinoni: Guillermo Mariotto, Antonio Barrella e Luca Cosenza, hanno elaborato e realizzato una rappresentazione fotografica di moda senza dare a quest’ultima quell’immagine “tradizionale”, ma creando una “capsule” di genialità, buon gusto e amore per l’arte. Guardando al futuro e all’immaginazione, vera essenza di nuove avventure.

 Una mostra che comprende cinquanta opere fotografiche, con accanto  istallazioni, citazioni, performance, in un’atmosfera tra il mitico e il fantastico, che vede convivere lo spirito della factory e i camouflages di Warhol, i graffiti di Haring, il museo Dalì.

Non solo:la mostra fotografica diventa happening, con incontri con gli stilisti e conferenze, e con uno shooting dal vivo, senza gli schemi di uno studio fotografico. Tra il 7 e l’11 luglio nel calendario ufficiale di AltaRoma AltaModa, quattro fotografi, tra cuiAntonio Barrella e Paolo Belletti, fotograferanno in presenza del pubblico e dei media sul tema “Exagerate Shooting” 10 modelle con le collezioni create per l’occasione da 5 giovani stilisti, mentre le immagini verranno trasmesse su un video wall posto alla fine del percorso-passerella.

Ufficio stampa

Barbara Manto

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GATTINONI: la televisione è di moda – In mostra a Roma gli abiti delle dive della TV.

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Un viaggio nella storia della tv italiana, dagli anni Cinquanta ad oggi, attraverso gli abiti realizzati dalla maison Gattinoni. E’ con questo obiettivo che apre al pubblico la mostra “Gattinoni: la televisione è di moda”, curata da Stefano Dominella e Giovanni Ciacci, che sarà ospitata, per volontà del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, nella Sala Stampa di Palazzo Valentini. Inserita nel Progetto ABC Arte Cultura e Bellezza, promosso dalla Provincia di Roma, la mostra testimonia il connubio e l’interazione tra la maison Gattinoni, una delle più longeve case di moda del panorama internazionale e il suggestivo mondo del piccolo grande schermo.

Attraverso l’esposizione di quindici abiti dell’archivio storico della Maison e della Sartoria Teatrale D’Inzillo, foto e filmati delle più importanti trasmissioni televisive tratte dalle Teche Rai si raccontano le pagine della storia italiana, sottolineando l’importanza dello stretto legame tra televisione e moda, che negli anni ha creato un nuovo linguaggio di comunicazione, riflettendo le profonde trasformazioni che hanno attraversato l’Italia.

“Ospitare questa preziosa esposizione a Palazzo Valentini – ha dichiarato Zingaretti – è motivo di orgoglio per l’amministrazione provinciale. Gli abiti, le immagini e i filmati di questa mostra ci danno la misura dell’evoluzione del gusto e delle tendenze che hanno accompagnato la storia del nostro Paese di cui la televisione è stata spesso il primo testimone e anche il più accessibile. Il tubo catodico, in molti casi, ha permesso alla maggioranza degli italiani di poter ammirare la bellezza e il fascino  delle creazioni dei più grandi e amati stilisti. Un connubio che si è rafforzato negli anni e che ancora oggi ha la forza di trasmettere immagini suggestive espressione dell’estro dei tanti talenti nati in Italia”.

Fernanda Gattinoni fu una delle prime, fra i creatori di moda, a intuire l’importanza del nuovo mezzo di comunicazione. Nel 1956 vestì Edy Campagnoli in Totò lascia o raddoppia, nel 1971 Mina per la trasmissione Teatro 10, nel 1972 Delia Scala in Delia Scala Story, la più moderna ed esuberante soubrette italiana che indossò Gattinoni anche per lo show più importante della RAI, Canzonissima, nel 1959. Poi ancora Alice ed Ellen Kessler negli anni Ottanta, Enrica Bonaccorti, Valeria Marini e Anna Falchi negli anni Novanta, quando la direzione artistica della Maison fu affidata a Guillermo Mariotto che trova la televisione come il mezzo più contemporaneo per diffondere l’abilità e l’immagine della maison, passando poi alle creazioni per due edizioni del celebre Festival di Sanremo rispettivamente la quarantesima e quarantaduesima per le due co-conduttrici Gabriella Carlucci ed Alba Parietti. Il Festival di Sanremo e i suoi cantanti, rappresentarono perla Maison Gattinoni un appuntamento fisso con il palcoscenico più seguito d’Italia. Fino ad arrivare ad oggi con  Raffaella Carrà in Sogni (2004), Antonella Clerici in Il treno dei desideri (2006), Anna Marchesini in Non esiste più la mezza stagione. Il ritorno del trio (2008), Mariangela Melato in Filumena Marturano (2010) interpretato e diretto da Massimo Ranieri, e Milly Carlucci in Ballando con le stelle (2011).

Fu altresì molto importante la collaborazione con i costumisti degli show televisivi da Folco Lazzeroni Brunelleschi a Corrado Colabucci, da Enrico Rufini a Luca Sabatelli, da Daniela Rossi a Giovanni Ciacci e Giovanna Silvestri, perché per creare un abito per la protagonista di uno show, si deve tener conto del contesto generale della trasmissione, oltre a uniformarsi allo stile dell’artista, e al suo ruolo all’interno dello show.

A fianco dei quindici abiti, verranno esposte le fotografie che illustrano il rapporto tra la maison Gattinoni e la televisione italiana. Saranno infine proiettati spezzoni di trasmissioni cult tratti dalle Teche RAI e dall’archivio Gattinoni quali: Totò Lascia e Raddoppia (1956), Teatro 10 (1971), Delia Scala Story (1972), Sogni (2004), Non esiste più la mezza stagione. Il ritorno del trio (2008), Filumena Marturano (2010).

Gattinoni: la Televisione è di Moda è un grande romanzo che narra le variazioni del gusto, del costume e della moda, attraverso le pagine più importanti della televisione italiana. Accade che fermandosi a guardare un abito, una fotografia, un frammento del video, lo spettatore potrà rivedere una scena della propria vita evocata proprio da quell’attrice, da quella cantante, da quella trasmissione, da quell’abito.

Per Gattinoni vestire le attrici e le soubrette della televisione – dichiara il Presidente della Maison Stefano Dominellaè stata ed è una sfida, quella di promuovere il proprio stile adeguandolo alle necessità del personaggio e del programma televisivo, personalizzandolo così con abiti che rimarranno per sempre nell’immaginario di milioni di telespettatori. Il Made in Italy è anche questo.

26 maggio – 31 agosto 2011

Press Office  via Toscana,1 00187 Roma  – ph +39 0642884963 fax +39 0642820298 ufficiostampa@gattinoni.com