Franco Ciambella tra i protagonisti della mostra “60 anni di Made in Italy”

Abiti Cerimonia, Abiti Sposo, allestimenti, AltaRoma, Arte, Atelier, cinema, Cultura, Eventi, Location, luxury, Magazine, Moda, Mostre, Roma, stilisti, Vernissage, VIP, Woman & Bride

Un abito couture firmato Franco Ciambella in esposizione alla Centrale Montemartini per la mostra “60 anni di Made in Italy”

“Il corpo è il palcoscenico su cui si rappresenta, indossando un abito, ciò che ognuno di noi vuole essere.” Questo il concetto base su cui si fonda la moda sognante di Franco Ciambella, che ha messo a disposizione della mostra “60 anni di Made in Italy”, un abito Alta Moda che fece sfilare nel 2003 sulle passerelle di Altaroma.

Indossato anche dall’attrice Elena Sofia Ricci nello stesso anno, quando fu madrina di Miss Italia, l’abito è costruito con tela e stecche visibili, caratterizzato da ampie sovrapposizioni di organza leggera non orlata, sfumata artigianalmente nelle tonalità dell’amaranto e del nero più intenso, che danno vita ad una linea ampia. Un insieme complesso di nuove lavorazioni come le trecce di georgette, un rincorrersi di strati di organza sfilati, lacerati e dipinti per ottenere sia un volume che un effetto piuma. Il bustier è in pizzo chantilly ricamato a mano con cristalli Swarovski multicolore.

La mostra sarà inaugurata a Roma domani alle ore 18.00 presso le sale del suggestivo Museo Centrale Montemartini, dove rimarrà allestita fino al 28 ottobre.

Ideata da StilePromoItalia e curata da Fiorella Galgano ed Alessia Tota, vuole essere soprattutto un omaggio alla genialità di alcuni personaggi, tra i più importanti, che oltre a contribuire alla nascita del Made in Italy, sono riusciti nel tempo ad imporre in tutto il mondo il proprio stile e gusto estetico, determinando quello che oggi è l’inconfondibile “stile italiano”.

 Franco Ciambella, tra i protagonisti di questo importante evento è da sempre interprete e fedele al concetto di “donna plurale” che vuole raccontare con l’abito-emozione in mostra. Nel suo viaggio onirico sospeso tra sacro e profano, infatti, ispira un’intera collezione haute couture alla metamorfosi de “Il lago dei cigni”. Ne esce la visione alchemica doppia di donna/cigno, bianco/nero, Odette/Odile, bene/male, che viene letta dallo stilista come un modo di  rappresentare il cambiamento e divenire altro da sé.

In esposizione le seguenti griffe:

Alta Moda femminile: Renato Balestra, Franco Ciambella, Raffaella Curiel, Marella Ferrera, Sorelle Fontana, Egon Furstenberg, Galitzine, Gattinoni, Lancetti, Antonio Marras, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Sarli,  Schuberth, Valentino.

Alta Moda maschile: Brioni, Maison Litrico Roma.

Prêt-à-Porter: Emilio Pucci, Walter Albini, Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Mariella Burani, Roberta di Camerino, Helietta Caracciolo, Roberto Cavalli, Enrico Coveri, Dolce & Gabbana, Etro, Fendi, Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferrè, Alberta Ferretti, Nazareno Gabrielli, Genny, Gherardini, Gucci, Krizia, La Perla, Max Mara, Missoni, Moschino, Prada, Ermanno Scervino, Luciano Soprani, Trussardi, Versace.

Tra le presenze confermate all’inaugurazione, oltre alle massime rappresentanze capitoline, anche il

Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Cav. Mario Boselli e l’attrice Ornella Muti.

 

 

La Moda rinasce e diventa Arte. Al Margutta presentato il progetto XARTE.

Arte, Cocktail, Roma, Vernissage, VIP

X ARTE

Dalla tendenza all’esigenza

Progetto di design artistico con materiale di recupero 

da un’idea di

Graziano Cecchini (RossoTrevi) e Ludovica Cirillo (by Ludo)

 

«Nulla si crea e nulla si distrugge tutto si trasforma» (Lavoisier).

Più che mai questa frase è di attualità. Ormai il riciclo fa tendenza e moda. Ma non solo: riutilizzare i materiali per dar loro nuova vita e collocazione sta divenendo un’esigenza che va al di là del piacere di viziarsi senza avere criterio sulle conseguenze che i nostri vizi hanno sul pianeta.

Presentato a Il Margutta RistorArte il progetto X-Arte, da un’idea di Graziano Cecchini e Ludovica Cirillo, che vuole ultilizzare scampoli di stoffa delle Maison storiche romane d’Alta Moda. Hanno già aderito all’iniziativa le Maison SarliGattinoniCurielBalestra, Lancetti. Hanno partecipato l’Architetto Massimo Arlecchino della Fondazione Valore Italia, Stefano Dominella Maison Gattinoni, Alberto Terranova per la Maison Sarli e Ninfo Burruano per Lancetti.

“Avere un’ottica diversa del materiale che noi della moda usiamo è un arricchimento” ha detto Stefano Dominella “Spesso la Maison Gattinoni sperimenta materiale alternativo. Quest’anno per Alta Roma ha puntato sul PVC, lo scorso anno sulla latta e noi stessi stampiamo i tessuti. Ci piace molto l’idea di prevedere una mostra che potrebbe creare delle sinergie anche con il mondo della produzione industriale.”

Mentre Alberto Terranova ha aggiunto: “Le sinergie tra campi diversi sono sempre forze da condividere che possono dare vita a scambi culturali e alla realizzazione di oggetti di design unici e esclusivi. Per questo motivo abbiamo subito aderito.”

E Ninfo Burruano, che per oltre vent’anni ha collaborato con Pino Lancetti, ha sottolineato che da sempre lo ‘stilista pittore’ si è ispirato non solo alla pittura ma spesso anche alla scultura, ad esempio Calder. “Quindi più che mai questo progetto è in sintonia con lo spirito di Lancetti – ha precisato – e dai tessuti e dagli abiti possono nascere anche con il riuso di componenti tecnologiche nuovi creazioni.”

La presentazione è anche stata occasione di un primo vivace confronto, tessuti storici alla mano, con gli artisti. “Se Duchamp ha utilizzato una semplice stampella trasformandola in una lampada – ha detto Graziano Cecchini – pensiamo di trovare ispirazione da un pezzo di stoffa o da un utensile  per dare loro una nuova vita.”  Mentre Ludovica Cirillo ha aggiunto: “Punteremo a valorizzare il materiale che recuperemo negli atelier d’Alta Moda. Sfrutteremo i tessuti sia come parte strutturale dell’oggetto di design o personalizzandoli con elementi eco-tech che insieme daranno vita ad un’opera d’arte.”

Infine Massimo Arlecchino ha concluso gli interventi: “Trovo che sia un progetto senza dubbio originale e mi auguro che la Capitale, che ospiterà in futuro il primo e unico Museo del Design, possa accogliere queste opere in un’esposizione aperta al pubblico.”

Il riuso è un concetto da sempre vicino a Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini che da tempo promuovono iniziative e manifestazioni in nome del rispetto dell’ambiente e dell’ecosostenibilità che insieme alla D.d’Arte s.r.l. sostiene e promuove il progetto.

“Da materia a opera culturale, da strumento di lavoro a opera d’arte. L’oggetto continua a “vivere” cambiando la sua destinazione d’uso” – affermano in chiusura gli ideatori del progetto:  Graziano Cecchini e Ludovica Cirillo. L’idea è di rendere il riciclo la base dell’opera d’arte senza perdere di vista design e linea. Del resto nella storia sono numerosi gli esempi di come e quanto il riciclo sia sempre stata una pratica utilizzata in modo naturale dagli artisti.

Il work in progress degli artisti, che sarà oggetto di un documentario televisivo, testimonianza delle varie fasi della produzione, inizierà con la realizzazione di oggetti d’uso quotidiano come tavoli, sedute, sedie, mobili, utilizzando diverse tipologie di materiali di riciclo: dai residui di lavorazione agli attrezzi, dai manichini alle stampelle e a tutto ciò che rientra nella sfera del lavoro di un atelier.

 

Info:

+39 320 00140169 – rossotrevigc@gmail.com

+39 335 5341445 – byludoby@gmail.com –  www.byludo.com

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò

+39 340 4050400 – info@emiliosturlafurno.it

 

 

 

 

Emilio Sturla Furnò

+39 340 4050400

emyesse@yahoo.it