A Via Margutta brindisi vegetariano per la Body Art di Vito Bongiorno.

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A via Margutta l’arte celebra il respiro e riesce a descrivere l’impalpabile, il soffio, il ritmo della respirazione. E’ la body art dell’artista siciliano, trapiantato giovanissimo nella Capitale, Vito Bongiorno che ha presentato la sua creatività nel corso dell’ inaugurazione della mostra dal titolo NELLARIA – curata da Annalisa Martella – presso Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini, con un prelibato cocktail tutto vegetariano ispirato ai colori della primavera.

Moltissimi personaggi della cultura e dello spettacolo hanno accolto l’invito del press agent

per l’apertura dell’esposizione. Tra gli altri Mita Medici, Maria Rosaria Omaggio, Roberta Giarrusso, Alex Partexano, Laura Lattuada, Rita Forte, Janet De Nardis, Nadia Bengala, l’etoile Giuseppe Picone, Maria Grazia Nazzari, Roberta Beta, Lilian Ramos, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, il marchese Giuseppe Ferrajoli, la piscoterapeuta Irene Bozzi, il prof. Roly Kornblit, il make up artist Gennaro Marchese, la scrittrice Rosetta Romano, Toscani, l’autore tv e attore Nino Spirlì, la lady dell’investigazione Alba Russo hanno seguito con attenzione la descrizione delle opere pittoriche realizzate con tecnica mista in cui predomina il colore blu e hanno applaudito la suggestiva performace ideata dall’artista che ha colorato il corpo di una modella/danzatrice che ha attraversato a passi di danza una grande tela di oltre dieci metri. Musica, raggi laser e impronte indelebili sulla tela a testimoniare il passaggio dell’uomo sulla terra.

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NELLARIA: Le antropometrie di Vito Bongiorno al Margutta RistorArte.

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Arte che celebra il respiro. Quasi una preghiera fatta di tratti e colore. E una sfida: descrivere l’impalpabile, il soffio, il ritmo della respirazione. Profonde boccate d’ossigeno di colore blu, fresco, inteso, assumono sembianza umana di sensuali corpi di donna che imprimono la tela.  Si innesca, per l’artista, un ritmo lento di pura meditazione, con l’obbligo per colui che osserva l’opera di fermarsi e riflettere. Ritratti di esistenze appese a un filo, morti bianche e, al contempo, sbalordimento. Il blu sfugge, esce dall’ombra e si trasforma in speranza e libertà.

A cura di Annalisa Martella, la mostra NELLARIA di Vito Bongiorno inaugura mercoledì 6 aprile 2011 alle ore 18.00 presso Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini – Via Margutta, 118; la preziosa selezione di ventiquattro opere pittoriche realizzate con tecnica mista è aperta al pubblico dal 7 aprile al 6 maggio 2011.

Nonostante l’evasione dell’artista dallo spazio tradizionale della galleria o del museo – e il proseguimento delle tele aldilà dello spazio espositivo – Bongiorno conduce il pubblico ad una partecipazione attiva a tutto il tessuto delle sue opere all’interno della galleria d’arte. L’intento è di ridurre l’importanza data al manufatto artistico in quanto tale, per privilegiare l’aspetto mentale e spirituale di ogni creazione.

Durante l’inaugurazione una modella camminerà e danzerà rappresentando i movimenti dell’aria. I passi su una tela di oltre dieci metri lasciano impronte indelebili a testimoniare il passaggio dell’uomo sulla terra.

Vito Bongiorno nasce ad Alcamo (TP) nel 1963. Si trasferisce giovanissimo a Roma dove si diploma presso il Liceo Artistico Statale quale allievo di Mino Delle Site, l’aereopittore leccese molto stimato da Marinetti. Arricchisce, quindi, le sue conoscenze seguendo nella Capitale corsi di disegno dal vero e dal nudo, di incisione, modellato e scultura. Al fine di ampliare le sue esperienze si reca all’estero, dapprima a Monaco di Baviera, poi a New York, dove prende contatto con gli ambienti artistici più avanzati e incomincia ad esporre le sue opere, ispirate a quella filosofia estetica che egli stesso chiama “sintetismo della vita” e che si può riassumere nella sintesi fra esperienza oggettiva ed espressione delle proprie esigenze interiori. Egli mira principalmente ad essere se stesso, a conquistare un proprio linguaggio, a definire un proprio stile, nell’ambito, naturalmente, delle correnti più innovative e più aggiornate, tuttavia sempre autonomo e personale. Denominato da Costanzo Costantini l’Yves Klein italiano, Bongiorno è noto per le sue antropometrie sulla scia di quelle realizzate dal pittore francese. E’ rimasta celebre la spettacolare antropometria che realizzò nel 2008 a Fregene e del dipinto lungo circa mezzo chilometro realizzato a Tarquinia nel 2002, unico nel panorama dell’arte contemporanea.

Nel corso degli ultimi anni l’artista ha intrapreso una serie di sperimentazioni tra Body Art e Land Art.Nella Body Art.

Bongiorno considera il corpo come fondamentale mezzo di espressione artistica, mentre nella Land Art usa l’ambiente come teatro dell’attività creativa. Crea, così, una fusione tra i due movimenti artistici nati negli anni Sessanta negli Stati Uniti, diffusi in Europa e in molti altri paesi.  Numerose le personali e collettive sia in Italia e che all’Estero. Opera nella Capitale, tra le sedi più attive in quello che viene chiamato il sistema internazionale e policentrico dell’arte.