Dalla Danza alla Tela. Un successo per la mostra di Matilde Brandi

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MATILDE BRANDI Works of Art

a cura di Francesca Barbi Marinetti

Il Margutta RistorArte

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Dalla danza alla tela. Chiara, solare e diretta: Matilde Brandi traspone nei suoi lavori pittorici la stessa determinazione luminosa che l’ha guidata nei passi di ballo. La tempra, l’estro e la dedizione che le hanno permesso di cavalcare con successo i palinsesti di Rai e Mediaset, la stessa esuberante esplosione di vitalità artistica ha premuto per sperimentarsi su registri stilistici diversi, quelli dell’arte visiva.

Works of Art è il titolo della mostra organizzata da Tina Vannini e curata da Francesca Barbi Marinetti, inaugurata a Roma il primo giorno di Primavera presso gli spazi espositivi de Il Margutta RistorArte in Via Margutta 118. Ventitré opere – in mostra dal 22 Marzo al 6 Maggio – prodotte negli ultimi tre anni che testimoniano la maturità della sperimentazione pittorica dell’artista più conosciuta come la seducente ed energica ballerina che ha catturato la simpatia degli spettatori televisivi accanto a conduttori come Bonolis, Panariello, Sabani o Celentano. Tanti gli amici che sono accorsi all’inaugurazione della personale, con la complicità del press agent Emilio Sturla Furnò, per complimentarsi con l’artista: Rosanna Lambertucci, Tosca D’Aquino, Vincenza Cacace col marito calciatore Giuseppe Pancaro, Elisabetta Ferracini, Patrizia Pellegrino, Roberto Croce, Lavinia Spingardi, Janet De Nardis, Michele Lastella, Roberta Beta con Marco Cesati Cassin, Alex Partexano, Roberta Allegretti, Luigi Tabita, Nadia Bengala, Valeria Mangani, la stilista Giada Curti, il principe Carlo Giovanelli, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, Sandra Cioffi Fedi, il prof. Roly Kornblit, il futurista Graziano Cecchini, l’artista architetto Massimo Di Cave con la moglie Rosanna, il maestro orafo Gerardo Sacco, i Direttori di Woman & Bride, Massimiliano Piccinno ed Erika Gottardi, Mara Dinunno, brand Manager dell’azienda Antonio Maria Arbues e la fashion blogger Nayra Laise.

Scambi di saluti tra Attilio Romita del Tg1, Daniela Pulci capo redattore di Domenica In, Camilla Nata de La Vita in Diretta, Stefania Giacomini del Tg3 Lazio. Apprezzamenti a Matilde dalla vaticanista Michaela Bohle, Roberto Granata, Vittoria e Giancarlo Delrio, Giuseppe Falconieri, la psicoterapeuta Irene Bozzi, Elena Aceto di Capriglia, lo scenografo Manuel Carlo Puccini, Paolo Colucci, Bianca Maria Lucibelli Caringi, Sandro Di Castro, Ruben Della Rocca.

Profumi e sapori primaverili per il coloratissimo cocktail vegetariano a base di miniporzione di fragoline di bosco all’aceto balsamico, polpettine di verdure, cous cous, mimose decorate con ribes.

La ricerca e lo studio coreografico ha sollecitato in Matilde l’esigenza di sconfinare dall’ambito specifico della danza e trovare espressione nel linguaggio della pittura. La produzione di opere su tela, che risale ad una decina di anni, ha assunto una dimensione apprezzabile attraverso un confronto spontaneo, fresco e vivace con i maestri storici dell’arte informale. Il colore viene impastato con materiali aggiuntivi a creare ruvidezza, spessore, lucentezza o opacità. Il rosso, il nero o l’oro si sottraggono all’uniformità cromatica nella tensione di una ricerca materica, le geometrie offrono una suggestiva misura di essenzialità ad eventuali richiami figurativi. Uniche figure che sopravvivono, facendo di tanto in tanto capolino nell’immaginario astratto dell’artista, sono proiezioni di ballerine che nel variegato campionario del mondo pittorico della Brandi – fatto di colature e malte, di impasti di sabbie, sassi, materiali riflettenti e luccicanti, di eleganti paesaggi monocromi o irretenti – vanno a sottolineare l’intima contiguità tra movimento coreografico e gesto pittorico, quasi fossero due direzioni diverse nate da uno stesso impulso creativo. Una presenza apparentemente accennata che rappresenta la matrice che compone il segno, lo stimolo primario che determina il ritmo e il timbro, la musica intima su cui prende vita e si anima il moto pittorico.

D’altra parte l’incontro tra vari piani del piacere della creatività sta particolarmente a cuore a Matilde Brandi, che afferma: «L’arte è l’amore per la vita in tutte le sue sfumature: dalla pittura alla musica, alla danza e al cibo sano e salutare. Il RistorArte Margutta è tutto questo. Qui si respira l’arte in tutti i suoi colori. Quelli forti e decisi dei miei quadri e quelli accattivanti e ricercati del cibo vegetariano che qui fa da protagonista».

Ph. Luigi Giordani e Roberto Cimini

Press Office

Emilio Sturla Furnò

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emyesse@yahoo.it

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40 CARATI: ALL’ATELIER DI GIADA CURTI I 40 ANNI DI EMILIO STURLA FURNO’.

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Un atelier di alta moda che si trasforma in spa, con angolo dedicato ad una speciale menù vegetariano e una sala con musica live. Così il press agent Emilio Sturla Furnò ha deciso di festeggiare i suoi primi quarant’anni nel centro della Capitale nel corso di un grande party per oltre duecento ospiti.

40 carati” il dress code che i più hanno accettato di buon grado sfilando con abiti in paillettes , lamè, swarowsky per celebrare l’amico che ha accolto gli amici assieme ai padroni di casa  Antonio e Giada Curti.

Tra i tanti volti noti – con un look brillantissimo – l’Ambasciatore d’Austria Christian Berlakovitz, Samya Abbary (il nuovo attesissimo volto di NonoSoloModa su Canale 5), Denny Mendez, Linda Batista, Max Parodi, Rosanna Lambertucci (che ha cantato dal vivo assieme al festeggiato), Elena Russo, Fanny Cadeo, Mita Medici, Maria Rosaria Omaggio, Marina Tagliaferri, Janet De Nardis, Livio Beshir, Maria Monsè, Metis Di Meo, Saverio Vallone, Roberta Allegretti, Eleonora Vallone, Maria Grazia Nazzari, Alex Partexano, Lucia Bendia, Vanessa Villafane, Roberta Beta, Gianni Day, Jinny Steffan. E i giornalisti Stefania Giacomini (TG3Lazio), Franco Fatone (TG2), Roberta Badaloni (TG1), Daniela Pulci (ora caporedattore di Domenica In), Valeria Pannuti e Lorenzo Las Plassas (Rai News 24), Dario Maltese (TG5), lo scenografo Manuel Carlo Puccini, il costumista Massimo Cantini Parrini, il wedding planner Enzo Miccio, il truccatore Gennaro Marchese, l’autore tv Nino Spirlì.

E ancora: Francesca Barbi Marinetti, le marchese Dani e Ludovica D’Aragona, il principe Carlo Giovanelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, Maria Consiglio visco Marigliano, la psicoterapeuta Irene Bozzi, Elena D’Antonio Aceto di Capriglia, l’architetto Paolo Colucci, il prof. Roly Kornblit,  i direttori di WOMAN & BRIDE Erika Gottardi  (in uno splendido abito firmato Giada Curti) e Massimiliano Piccinno e Mara Dinunno, direttrice marketing della confetteria Antonio Maria Arbues.

Raffinatissimo il dinner tutto vegetariano ideato da Tina e Claudio Vannini de Il Margutta RistorArte (riso basmati con fonduta e curry, pennette alla carbonara di zucchine, cous cous con verdurine in wok, bottoncini dolci di mele e cannella) accompagnato dalle cantine scelte dal patron di Vinòforum Emiliano De Venuti. E ancora una preziosa degustazione di particolari confetti di Antonio Maria Arbues che ha ideato per l’occasione un confetto nero con le iniziali del festeggiato in bianco: E S F.

Divertiti gli ospiti nell’angolo dedicato al benessere pensato da Isabella Rodriguez di Halos Spa allestito in una delle bianche sale dell’atelier con due postazioni per la manicure – nel quale in molte hanno osato colori vivacissimi –  lettino massaggio e persino l’ossigeno.

Tra le sale si spostavano alcune modelle con le ultime creazioni della Maison Giada Curti.

E, ovviamente tanta musica dal vivo 70/80 a cura di Lucia Donato.

Torta gigante di forma quadrata con grande swarowsky al centro su un letto di panna e crema chantilly con fragoline di bosco ideata da Alessandra Verdile (sulla panna – scritto in corsivo con cioccolata fondente – Quaranta Carati!).

Foto : Roberto Cimini, Luigi Giordani, Alessandro Pizzi.

Emilio Sturla Furnò

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Negli scatti di Alessia Cerqua il ritorno alla Vita dopo percorsi di dolore.

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AL MARGUTTA RISTORARTE INAUGURATA LA MOSTRA RI-HABITAT.

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Tanti ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo hanno presenziato all’apertura della suggestiva mostra fotografica. Tra gli altri Daniela Poggi, Dani e Ludovica D’aragona, Alex Partexano, Roberta Allegretti, Andrea Schiavi, Lilian Ramos accolti dal press agent Emilio Sturla Furnò con i padroni di casa dello storico locale della Via delgi Artisti Tina e Claudio Vannini, l’artista Alessia Cerqua e il presidente della Lav Gianluca Felicetti.

 

Sofferenze, maltrattamenti, abbandono. E il ritorno alla vita. Alessia Cerqua – fotografa romana che collabora attivamente con la LAV (Lega Anti Vivisezione) – offre uno spaccato inedito dell’attività di recupero di animali sequestrati e vittime di sperimentazione. Immagini in bianco nero che attestano il diritto alla vita di scimmie nate e vissute all’interno di laboratori, cavalli maltenuti, tigri sequestrate a strutture circensi e, ancora, rapaci, rettili, cani e gatti. L’incontro con la LAV ha regalato a queste creature la salvezza, una casa sicura e una vita finalmente da vivere.

Di qui la mostra “RI-HABITAT” – curata da Francesca Barbi Marinetti – che offre l’opportunità di conoscere questi animali e le loro storie a lieto fine. Le opere esposte presso Il Margutta RistorArte a partire dal 15 luglio 2011, saranno battute all’asta il 13 settembre per raccogliere fondi da destinare a progetti di recupero di animali salvati dalla LAV.

Protagonisti, quindi, animali di diverse specie: “Volevo raccontare” – afferma l’artista – “la straordinarietà del ritorno alla vita di creature a cui è stata negata la libertà. I loro sguardi sono in grado di raccontare una vera e propria rinascita dopo esperienze drammatiche e commoventi.”

“Siamo abituati a vedere immagini di animali” – afferma la curatrice – “che da sempre rappresentano un veicolo mediatico capace di suscitare emozione ed empatia. Le fotografie di Alessia Cerqua raccontano un tratto meno conosciuto, quello del recupero dal disagio  di animali sfortunati che hanno incontrato il lato più ostile dell’uomo. Il messaggio è intenso e positivo. Le loro posture invitano chi osserva a riconoscere un percorso di sofferenza affrancato da nuove opportunità di inserimento in contesti protetti. Restano esseri a metà strada tra l’habitat naturale in cui sarebbero dovuti vivere e quello civilizzato che scende a patti con i diversi, a volte contraddittori, istinti della natura dell’uomo. La scelta del bianco nero ne rafforza e interiorizza la forza comunicativa”.

Il destino di grandi felini sequestrati ad un circo, di scimmie originarie delle foreste tropicali ma costrette a vivere in uno stabulario per la vivisezione, animali che purtroppo non possono essere reimmessi in natura, o di cavalli maltrattati, sarebbe stato davvero un’incognita se un’associazione non si fosse presa cura di loro, grazie ai suoi volontari, ai centri di recupero che li hanno accolti e ai tanti sostenitori.

“Si tratta di animali molto diversi tra loro per caratteristiche, esigenze o traumi subiti” – spiega Gianluca Felicetti, Presidente LAV – “le scimmie uistitì, che da pochi mesi abbiamo salvato da un laboratorio, non avevano mai visto un albero: per loro abbiamo costruito un ampio spazio protetto e riscaldato, con piante e tronchi su cui arrampicarsi e giocare; si tratta di un piccolo nucleo famigliare che non abbiamo voluto separare. Al loro arrivo erano diffidenti e spaventate, ma lentamente si sono ambientate nella loro nuova casa, il Giardino Faunistico dell’Abatino (Rieti), e si sono abituate alla figura umana che per lungo tempo ha rappresentato solo abusi e violenze, anche psicologiche”.

Il recupero di animali che hanno alle spalle un passato così difficile, è molto delicato, richiede un impegno individuale, professionalità e sensibilità non comuni. Questa mostra fotografica è il racconto della straordinaria attività svolta per il recupero di animali, storie che portano con sé l’appello al rispetto, a prevenire e perseguire maltrattamenti e abusi.

Alessia Cerqua, ha esposto in gallerie e festival internazionali di fotografia e pubblicato su numerosi quotidiani e riviste. Con la LAV ha collaborato alla mostra “Zoo” (2010), dedicata alla forzata cattività, parte di un progetto di lunga durata sul comportamento degli animali. Info: www.alessiacerqua.it

 

Si ringrazia: Il Parco Faunistico dell’Abatino (Rieti), Il Centro recupero animali selvatici Crase-WWF Semproniano (Grosseto), Serenity Horse (S.Marino), Centro ESE – EquinSenseExperience (Roma), I-Care Italia, L’Hotel degli animali (Frattocchie, Roma).

 

Ufficio Stampa Il Margutta

Emilio Sturla Furnò +39 340 4050400 info@emiliosturlafurno.itwww.emiliosturlafurno.it

www.lav.it

 

Giada Curti: L’Alta Moda Romana celebra la Sua Donna Divina.

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“Libera di essere Divina”. Il titolo della sfilata di haute couture presentata da Giada Curti. Un tributo a Tamara De Lempicka da parte della stilista laziale per la nuova Collezione Autunno/Inverno 2011/12. E un omaggio alla Capitale, poiché per la sfilata inserita nel calendario ufficiale di Altaroma – presentata il 10 luglio – è stata scelta la romantica scala barocca di Rampa Mignanelli, sulla quale si affaccia l’Atelier Giada Curti.

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Tanti ospiti vip e stampa accolti dal press agent con Raffaella Naddeo: nelle prime file a bordo della passerella hanno apprezzato i preziosi modelli da sera della Curti: la Presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi seduta accanto alla Vice-Presidente Valeria Mangani, Barbara Bouchet, Anna Pettinelli, Elisabetta Pellini, Loredana Cannata, Mirka Viola, Gloria Guida, Maria Rosaria Omaggio, Roberto Ciufoli, Elena Russo, Maria Grazia Nazzari, Isabel Russinova, Livio Beshir, Adriana Russo, Roberta Allegretti, Alex Partexano, Daniela Martani, e il marito della stilita Antonio Curti in compagnia di Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno, direttori di WOMAN & BRIDE, Media Partner dell’Evento.

La collezione rievoca l’affascinante premiere dame degli anni ’30 dallo sguardo altezzoso che personifica una femminilità d’avanguardia, apolide protagonista della mondanità, erotica e spirituale al contempo, enigmatica fino al punto di sembrare ambigua, modello irraggiungibile di bellezza e aristocrazia. Sfilano abiti ispirati dalla visita alla grande esposizione delle opere della “pittrice del moderno” presso il Museo del Vittoriano.

Giada Curti re-inventa, così, lo stile Art Decò per il corpo femminile: plasma satin, douchesse e organza in technicolor nelle nuance del verde salvia, marrone cacao e del caldo viola alessandrite. Venti modelli da grande soirée con sovrapposizioni di tulle ricamati con pizzi francesi, intarsi di crine e rouche, drappeggi couture, nuovi volumi, tagli diversi per silhouette sofisticate dalle trasparenze seducenti. Charme provocatorio grazie a décolleté che inquadrano il viso, imponenti panneggi in tulle che danno l’illusione di un corpo fluttuante. Predomina il nero – lucido e opaco – elegante, superbo, impreziosito da ricami in swarovski e pietre dure. Una collezione autunno/inverno per moderne regine dalle labbra rosso profondo come le donne amate dalla stravagante protagonista della mondanità europea, interpreti di un glamour algido e perfetto, incontaminate dalla realtà, quasi irraggiungibili.

Al termine della sfilata – colpo di scena – sono due spose mano nella mano: Tamara e la sua Rafaela. La prima con un abito intero in satin di seta pura color avorio con maniche lunghe a guanto contornate di pizzo chantilly ricamato, così come scollo e coda. Grande apertura a V sulla schiena. Sul capo una calotta anni ’30 di pizzo ricamato con lungo velo di tulle di seta. La compagna indossa un completo nero taglio maschile, con giacca a doppio petto. Per la prima volta in passerella escono due donne, due compagne, due spose che celebrano il “Marriage Equality Act” approvato a New York lo scorso 25 giugno. Commosse, nel parterre anche l’On. Paola Concia con la sua compagna Ricarda Trautman.

La moda è donna, sempre” – ha affermato la stilista – “Non teme pregiudizi, nè può essere vittima di allusioni equivoche. E’ portavoce di libera femminilità”.

 

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò – tel +39 340 4050400

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