Le Sognanti Atmosfere di Giada Curti al St. Regis per l’apertura di AltaRoma AltaModa.

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GIADA CURTI APRE ALTAROMA CON DEDICA ALLA DONNE DELLA STORIA E FASCIA D’AMORE TRA I CAPELLI.

La figlia della stilista in passerella con un abito in omaggio a Telefono Azzurro

Apre Altaroma di Luglio 2013 la stilista Giada Curti con un’applauditissima presentazione a cui hanno presenziato centinaia di ospiti tra cui la presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, la vicepresidente Valeria Mangani, l’Assessore di Roma Capitale Valentina Grippo – con delega al Turismo e alla Moda, l’On. Sandra Cioffi Fedi quale Consigliere di Telefono Azzurro – a cui la Maison Curti ha dedicato un particolare pensiero durante la sfilata – Tra i prestigiosi ospiti, oltre ai nostri direttori Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno,   Stefano Dominella, Elisabetta Pellini, Sofia Bruscoli, Elisa Silvestrin, Roberta Giarrusso, Alessia Fabiani, Martina Pinto, Daniela Melchiorre, Vanessa Villafane, Janet De Nardis, Fanny Cadeo, Clayton Norcross, Beppe Convertini, Vittoria Schisano, Alessia Fabiani, Francesca Valtorta, Elena Russo, Vincenzo Bocciarelli, Alex Partexano, Guglielmo Giovanelli Marconi, Dani Del Secco D’Aragona, Lilian Ramos, l’avvocato della Tv Manuela Maccaroni, Emanuela Rossi, Elena Bonelli, l’ Ambasciatore Kyaw Bobohtut.

Una danza tra tessuti e ricami a cui la stilista Giada Curti da il nome “Le Bandeau d’Amour” di Marie Antoinette – la fascia che tratteneva i boccoli dell’ultima Regina di Francia – facendo sfilare le sue preziose creazioni di alta moda Autunno/Inverno 2013/14 in occasione dell’apertura del Calendario Ufficiale di Altaroma presso The St. Regis HotelVia Vittorio Emanuele Orlando, 3Roma.

Il bianco, il nero e il platino per toilette soirée in broccato, organza di seta e tulle impreziosite da sovrapposizioni di pizzi rebrodè e macramé. Fili di platino e paillettes cangianti si intrecciano su décolleté discreti. Le maniche sono aderenti sul braccio a tre quarti.

Cinture ricamate da cristalli e perle cingono la vita come corone per gonne ampissime sorrette da crine che ondeggiano con grazia al minimo movimento.

Otto le creazioni autunno/inverno in cui la stilista sottolinea lo stretto rapporto della Maison Curti con il mondo della Sposa. Così capricciosa, così elegante, così gentile.

Quattro le spose firmate Giada Curti per la prossima stagione. Sono avvolte in soffici nuvole di tulle e pizzi  in una profusione di passamaneria, balze, nastri e fiocchi. Sono le spose che dettano le regole del galateo della passerella della stilista; regole come dogmi che non possono essere trasgredite nel più piccolo particolare.

“Il bianco e il nero si illuminano di luci platino” afferma la stilista prossima ad una importante operazione di partnership  per la distribuzione a livello mondiale della nuova linea Giada Curti Bride. “Moda è connubio di passione e spiritualità, di mistica e di ironia. Ogni mio abito di questa collezione è dedicato ad un’importante figura femminile della Storia, della quale porta il nome: Caterina di Russia, Paolina Borghese, Evita Peron, Elisabetta d’Austria (Sissi),  Isabella di Spagna, Soraya, Maria José e Maria Antonietta”.

“Giada Curti rinnova la sua attenzione verso il sociale e dedica una delle sue creazioni a Telefono Azzurro”, così ha ringraziato l’ On. Sandra Cioffi Fedi, Consigliere di Amministrazione Telefono Azzurro. “L’obiettivo” – ha proseguito Cioffi Fedi – “è quello di sensibilizzare anche il mondo della Moda al rispetto e alla tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Il défilé ha aperto con  una creazione che la Maison Curti ha voluto donare in favore di Telefono Azzurro in occasione dei ventisei di attività”.

La Moda, quindi,  racconta lo stile e l’eleganza, ma è anche un ottimo veicolo per divulgare messaggi legati al sociale.

“In occasione della settimana di Altaroma” – chiosa la stilista – “desidero  essere vicina a Telefono Azzurro per il grande lavoro che svolge a sostegno dei giovani. La più piccola della Famiglia Curti – Azzurra Maria – è la testimonial di un piccolo gesto della Maison per ricordare che giovani sono il nostro futuro e meritano attenzione e tutela”.

Emilio Sturla Furnò – Press Office Giada Curti Haute Couture

Antonio Ventura anticipa Altaroma presentando sua collezione VolerEssere alle Officine Farneto.

Abiti Sposa

La moda romana va in scena in una fredda serata di fine Gennaio con la collezione di Antonio Ventura de Gnon, lo stilista e costumista  televisivo salentino applaudito da oltre cinquecento ospiti presso le Officine Farneto di Roma.

Moltissimi volti noti in prima fila per assistere al defilé chiamati a raccolta da Emilio Sturla Furnò. Tra loro si potevano riconoscere: Valeria Mangani, Stefano Dominella, Ada Alberti e Franco Oppini, Elena Russo, Elisabetta Pellini, Marina Pennafina, Vincenzo Bocciarelli, Roberta Beta, Rodolfo Corsato, i giornalisti della tv Maria Concetta Mattei, Antonio Pascotto, Camilla Nata, la psicoterapeuta Irene Bozzi, Mara Parmegiani,  il principe Carlo Giovanelli, l’ambasciatore d’Austria Christian Berlakovitz,  il principe Guglie

lmo Giovanelli Marconi, il marchese Giuseppe Ferrajoli con la sua Olga, la contessa Alessandra Oddi Baglioni, la baronessa Cetty Lombardi Sartriani, Bianca Maria Lucibelli Caringi, l’On. Antonio Paris, gli stilisti Nino Lettieri e Massimo Bomba,  il costumista Francesco Crivellini, lo scenografo Gigi Riggio e i direttori di Woman & Bride Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno.

Trenta gli abiti della collezione realizzati in lino e seta imbevuti nelle tonalità della natura. Tessuti leggeri nelle gradazioni del verde, blu, marrone e grigio che Ventura de Gnon traduce in silhouette morbide sul corpo.  “E’ l’insieme dell’Essere e del Volere” – ha affermato lo stilista.

Sulle note di successi internazionali come  “Verde luna”, “Nostalgias”, “Mambo Italiano” – eseguiti dal vivo dal cantate e attore Juan Odierno e il pianista Luca Scogliamiglio – hanno sfilato simpaticamente, confondendosi tra le modelle, anche le amiche dello stilista Nadia Bengala, Vira Carbone, Carmen Di Pietro, Maria Chiara Cudillo e Valeria Oppenheimer.

Leggerissima la collezione soirée presentata: seta incrostata da micro perle, tulle, taffettà con ricami cornely, voile sfumati e lino. Quest’ultimo – tessuto inusuale per la sera – è stato impreziosito da ricami a micro-paillettes e pizzi vintage, incroci. In passerella immancabili le toilette soirée in nero opaco e lucido. Strascichi e scollature appaiono in tutte le creazioni personalizzate da bretelline gioiello della designer Ilaria Pascali, realizzate in pietre dure dai colori caldi come topazi, agata, corniola, malachite e onice. Acostata ad ogni abito, una borse della linea Petronilla di Eleonora Manara. E – in risposta alla crisi – Ventura De Gnon  ha creato abiti trasformabili da giorno a sera con semplici e piccoli gesti. “E proprio nei momenti difficili che anche il couturier deve aguzzare l’ingegno” – ha spiegato Ventura de Gnon – “Il tessuto dell’abito si può riutilizzare poiché è privo di tagli. Quindi è possibile disfarlo e ricucirlo con facilità: una nuova creazione con tessuto integro prende vita. Questo grazie anche tecniche sartoriali più snelle; i tempi di lavorazione vengono ridotti notevolmente”. Leggiadra la sposa avvolta nel pizzo in maglia di lino color avorio.

MASH_UP: Le contaminazioni artistiche di Barrella, Cosenza e Mariotto al Museo di Roma in Trastevere

Abiti Sposa

MASH UP

Antonio Barrella  fotografo

Luca Cosenza art director

Guillermo Mariotto stilista

 

Museo di Roma in Trastevere

Roma,  Piazza S. Egidio 1b – Roma

dal 1 giugno al 22 luglio 2012

vernissage 31 maggio 2012

Mash-Up:  I dj  usano questa parola in sostituzione del concetto di remix. Tecnicamente è il termine con cui si indica, in ambito musicale, un brano composto da frammenti di altri brani. Traslando il termine in senso artistico non si parla semplicemente di decostruire o reinterpretare, bensì di plasmare materiale preesistente in una nuova forma.

Ed è questo il significato della mostra fotografica Mash Up, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura e curata da Stefano Dominella, che ripercorre il lavoro nato dalla collaborazione di tre “geniacci” che si incontrano, lavorano insieme, e in modo quasi inconsapevole segnano una vera e propria svolta nella comunicazione visiva tra il 1998 e il 2012: Guillermo Mariotto, stilista, Antonio Barrella, fotografo e Luca Cosenza, art director.

Immagini che parlano non solo di moda, ma che esprimono un contenuto, raccontano una storia, stupiscono, scandalizzano, generano pensieri, a volte scatenano critiche feroci, a volte suscitano vere e proprie ovazioni.

Guillermo è l’artefice di abiti bellissimi, vere e proprie prove d’autore e fulcro per lo studio creativo dell’immagine fotografica: stupisce con abiti sensazionali, abiti a volte esagerati, opere create per far discutere, opere mediatiche. Illuminate da una fotografia sempre più curata, che trasmettesse delle sensazioni inusuali che vanno oltre la bellezza dell’immagine, dell’abito e della modella. La luce, segno identificativo delle foto di Antonio Barrella, caratterizza tutte le immagini, grazie anche alla perfezione della sua inseparabile Hasselblad. Con  la tecnica ineccepibile e la grande passione per l’immagineche caratterizza il lavoro di Barrella  gli abiti e gli art-work prendono vita con il colore o si sfocano nella magia di un bianco e nero soffuso. Luca ripercorre la contemporaneità, va oltre la forma, esprime al massimo il contenuto, tra citazioni colte, paralleli culturali  audaci, provocazioni giocose.

Le immagini possono essere lette a livelli diversi: foto di moda impeccabili, narrazione di un fatto, espressione di un pensiero, denuncia di una necessità, narrazione poetica.

La mostra ripercorre il lavoro di questo sodalizio di teste pensanti, autodefinitesi “Gruppo Fatti Creativi” che per 15 anni ha prodotto le immagini per la comunicazione della maison Gattinoni: Guillermo Mariotto, Antonio Barrella e Luca Cosenza, hanno elaborato e realizzato una rappresentazione fotografica di moda senza dare a quest’ultima quell’immagine “tradizionale”, ma creando una “capsule” di genialità, buon gusto e amore per l’arte. Guardando al futuro e all’immaginazione, vera essenza di nuove avventure.

 Una mostra che comprende cinquanta opere fotografiche, con accanto  istallazioni, citazioni, performance, in un’atmosfera tra il mitico e il fantastico, che vede convivere lo spirito della factory e i camouflages di Warhol, i graffiti di Haring, il museo Dalì.

Non solo:la mostra fotografica diventa happening, con incontri con gli stilisti e conferenze, e con uno shooting dal vivo, senza gli schemi di uno studio fotografico. Tra il 7 e l’11 luglio nel calendario ufficiale di AltaRoma AltaModa, quattro fotografi, tra cuiAntonio Barrella e Paolo Belletti, fotograferanno in presenza del pubblico e dei media sul tema “Exagerate Shooting” 10 modelle con le collezioni create per l’occasione da 5 giovani stilisti, mentre le immagini verranno trasmesse su un video wall posto alla fine del percorso-passerella.

Ufficio stampa

Barbara Manto

bm consulting

335/6419474

barbaramanto@tiscali.it

La Moda rinasce e diventa Arte. Al Margutta presentato il progetto XARTE.

Arte, Cocktail, Roma, Vernissage, VIP

X ARTE

Dalla tendenza all’esigenza

Progetto di design artistico con materiale di recupero 

da un’idea di

Graziano Cecchini (RossoTrevi) e Ludovica Cirillo (by Ludo)

 

«Nulla si crea e nulla si distrugge tutto si trasforma» (Lavoisier).

Più che mai questa frase è di attualità. Ormai il riciclo fa tendenza e moda. Ma non solo: riutilizzare i materiali per dar loro nuova vita e collocazione sta divenendo un’esigenza che va al di là del piacere di viziarsi senza avere criterio sulle conseguenze che i nostri vizi hanno sul pianeta.

Presentato a Il Margutta RistorArte il progetto X-Arte, da un’idea di Graziano Cecchini e Ludovica Cirillo, che vuole ultilizzare scampoli di stoffa delle Maison storiche romane d’Alta Moda. Hanno già aderito all’iniziativa le Maison SarliGattinoniCurielBalestra, Lancetti. Hanno partecipato l’Architetto Massimo Arlecchino della Fondazione Valore Italia, Stefano Dominella Maison Gattinoni, Alberto Terranova per la Maison Sarli e Ninfo Burruano per Lancetti.

“Avere un’ottica diversa del materiale che noi della moda usiamo è un arricchimento” ha detto Stefano Dominella “Spesso la Maison Gattinoni sperimenta materiale alternativo. Quest’anno per Alta Roma ha puntato sul PVC, lo scorso anno sulla latta e noi stessi stampiamo i tessuti. Ci piace molto l’idea di prevedere una mostra che potrebbe creare delle sinergie anche con il mondo della produzione industriale.”

Mentre Alberto Terranova ha aggiunto: “Le sinergie tra campi diversi sono sempre forze da condividere che possono dare vita a scambi culturali e alla realizzazione di oggetti di design unici e esclusivi. Per questo motivo abbiamo subito aderito.”

E Ninfo Burruano, che per oltre vent’anni ha collaborato con Pino Lancetti, ha sottolineato che da sempre lo ‘stilista pittore’ si è ispirato non solo alla pittura ma spesso anche alla scultura, ad esempio Calder. “Quindi più che mai questo progetto è in sintonia con lo spirito di Lancetti – ha precisato – e dai tessuti e dagli abiti possono nascere anche con il riuso di componenti tecnologiche nuovi creazioni.”

La presentazione è anche stata occasione di un primo vivace confronto, tessuti storici alla mano, con gli artisti. “Se Duchamp ha utilizzato una semplice stampella trasformandola in una lampada – ha detto Graziano Cecchini – pensiamo di trovare ispirazione da un pezzo di stoffa o da un utensile  per dare loro una nuova vita.”  Mentre Ludovica Cirillo ha aggiunto: “Punteremo a valorizzare il materiale che recuperemo negli atelier d’Alta Moda. Sfrutteremo i tessuti sia come parte strutturale dell’oggetto di design o personalizzandoli con elementi eco-tech che insieme daranno vita ad un’opera d’arte.”

Infine Massimo Arlecchino ha concluso gli interventi: “Trovo che sia un progetto senza dubbio originale e mi auguro che la Capitale, che ospiterà in futuro il primo e unico Museo del Design, possa accogliere queste opere in un’esposizione aperta al pubblico.”

Il riuso è un concetto da sempre vicino a Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini che da tempo promuovono iniziative e manifestazioni in nome del rispetto dell’ambiente e dell’ecosostenibilità che insieme alla D.d’Arte s.r.l. sostiene e promuove il progetto.

“Da materia a opera culturale, da strumento di lavoro a opera d’arte. L’oggetto continua a “vivere” cambiando la sua destinazione d’uso” – affermano in chiusura gli ideatori del progetto:  Graziano Cecchini e Ludovica Cirillo. L’idea è di rendere il riciclo la base dell’opera d’arte senza perdere di vista design e linea. Del resto nella storia sono numerosi gli esempi di come e quanto il riciclo sia sempre stata una pratica utilizzata in modo naturale dagli artisti.

Il work in progress degli artisti, che sarà oggetto di un documentario televisivo, testimonianza delle varie fasi della produzione, inizierà con la realizzazione di oggetti d’uso quotidiano come tavoli, sedute, sedie, mobili, utilizzando diverse tipologie di materiali di riciclo: dai residui di lavorazione agli attrezzi, dai manichini alle stampelle e a tutto ciò che rientra nella sfera del lavoro di un atelier.

 

Info:

+39 320 00140169 – rossotrevigc@gmail.com

+39 335 5341445 – byludoby@gmail.com –  www.byludo.com

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò

+39 340 4050400 – info@emiliosturlafurno.it

 

 

 

 

Emilio Sturla Furnò

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emyesse@yahoo.it

GATTINONI: la televisione è di moda – In mostra a Roma gli abiti delle dive della TV.

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Un viaggio nella storia della tv italiana, dagli anni Cinquanta ad oggi, attraverso gli abiti realizzati dalla maison Gattinoni. E’ con questo obiettivo che apre al pubblico la mostra “Gattinoni: la televisione è di moda”, curata da Stefano Dominella e Giovanni Ciacci, che sarà ospitata, per volontà del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, nella Sala Stampa di Palazzo Valentini. Inserita nel Progetto ABC Arte Cultura e Bellezza, promosso dalla Provincia di Roma, la mostra testimonia il connubio e l’interazione tra la maison Gattinoni, una delle più longeve case di moda del panorama internazionale e il suggestivo mondo del piccolo grande schermo.

Attraverso l’esposizione di quindici abiti dell’archivio storico della Maison e della Sartoria Teatrale D’Inzillo, foto e filmati delle più importanti trasmissioni televisive tratte dalle Teche Rai si raccontano le pagine della storia italiana, sottolineando l’importanza dello stretto legame tra televisione e moda, che negli anni ha creato un nuovo linguaggio di comunicazione, riflettendo le profonde trasformazioni che hanno attraversato l’Italia.

“Ospitare questa preziosa esposizione a Palazzo Valentini – ha dichiarato Zingaretti – è motivo di orgoglio per l’amministrazione provinciale. Gli abiti, le immagini e i filmati di questa mostra ci danno la misura dell’evoluzione del gusto e delle tendenze che hanno accompagnato la storia del nostro Paese di cui la televisione è stata spesso il primo testimone e anche il più accessibile. Il tubo catodico, in molti casi, ha permesso alla maggioranza degli italiani di poter ammirare la bellezza e il fascino  delle creazioni dei più grandi e amati stilisti. Un connubio che si è rafforzato negli anni e che ancora oggi ha la forza di trasmettere immagini suggestive espressione dell’estro dei tanti talenti nati in Italia”.

Fernanda Gattinoni fu una delle prime, fra i creatori di moda, a intuire l’importanza del nuovo mezzo di comunicazione. Nel 1956 vestì Edy Campagnoli in Totò lascia o raddoppia, nel 1971 Mina per la trasmissione Teatro 10, nel 1972 Delia Scala in Delia Scala Story, la più moderna ed esuberante soubrette italiana che indossò Gattinoni anche per lo show più importante della RAI, Canzonissima, nel 1959. Poi ancora Alice ed Ellen Kessler negli anni Ottanta, Enrica Bonaccorti, Valeria Marini e Anna Falchi negli anni Novanta, quando la direzione artistica della Maison fu affidata a Guillermo Mariotto che trova la televisione come il mezzo più contemporaneo per diffondere l’abilità e l’immagine della maison, passando poi alle creazioni per due edizioni del celebre Festival di Sanremo rispettivamente la quarantesima e quarantaduesima per le due co-conduttrici Gabriella Carlucci ed Alba Parietti. Il Festival di Sanremo e i suoi cantanti, rappresentarono perla Maison Gattinoni un appuntamento fisso con il palcoscenico più seguito d’Italia. Fino ad arrivare ad oggi con  Raffaella Carrà in Sogni (2004), Antonella Clerici in Il treno dei desideri (2006), Anna Marchesini in Non esiste più la mezza stagione. Il ritorno del trio (2008), Mariangela Melato in Filumena Marturano (2010) interpretato e diretto da Massimo Ranieri, e Milly Carlucci in Ballando con le stelle (2011).

Fu altresì molto importante la collaborazione con i costumisti degli show televisivi da Folco Lazzeroni Brunelleschi a Corrado Colabucci, da Enrico Rufini a Luca Sabatelli, da Daniela Rossi a Giovanni Ciacci e Giovanna Silvestri, perché per creare un abito per la protagonista di uno show, si deve tener conto del contesto generale della trasmissione, oltre a uniformarsi allo stile dell’artista, e al suo ruolo all’interno dello show.

A fianco dei quindici abiti, verranno esposte le fotografie che illustrano il rapporto tra la maison Gattinoni e la televisione italiana. Saranno infine proiettati spezzoni di trasmissioni cult tratti dalle Teche RAI e dall’archivio Gattinoni quali: Totò Lascia e Raddoppia (1956), Teatro 10 (1971), Delia Scala Story (1972), Sogni (2004), Non esiste più la mezza stagione. Il ritorno del trio (2008), Filumena Marturano (2010).

Gattinoni: la Televisione è di Moda è un grande romanzo che narra le variazioni del gusto, del costume e della moda, attraverso le pagine più importanti della televisione italiana. Accade che fermandosi a guardare un abito, una fotografia, un frammento del video, lo spettatore potrà rivedere una scena della propria vita evocata proprio da quell’attrice, da quella cantante, da quella trasmissione, da quell’abito.

Per Gattinoni vestire le attrici e le soubrette della televisione – dichiara il Presidente della Maison Stefano Dominellaè stata ed è una sfida, quella di promuovere il proprio stile adeguandolo alle necessità del personaggio e del programma televisivo, personalizzandolo così con abiti che rimarranno per sempre nell’immaginario di milioni di telespettatori. Il Made in Italy è anche questo.

26 maggio – 31 agosto 2011

Press Office  via Toscana,1 00187 Roma  – ph +39 0642884963 fax +39 0642820298 ufficiostampa@gattinoni.com      

FACE IN TV: LA WEB TV SI ACCENDE A CENA.

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A Il Margutta RistorArte la presentazione  della prima emittente tv web dedicata al viso

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Elegante cena placè organizzata dal press agent Emilio Sturla Furnò a Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini – lo storico locale della Via degli Artisti – per presentare “FACE in TV“, la prima emittente tv dedicata al viso. Tanti gli ospiti che hanno fatto gli omaggi al direttore della web tv Roly Kornblit e allo staff ideatore del progetto, Mario Maellaro, Marco Zicconi e lo stesso Emilio Sturla Furnò. Tra i molti giornalisti e volti noti della cultura e dello spettacolo non si sono voluti perdere la presentazione: l’Ambasciatore di Israele Ghideon Meir, Eleonora Brigliadori – bellissima nella sua prima apparizione mondana dopo l’Isola dei Famosi Vittorio Cecchi Gori e compagna Filly, Valeria Mangani – Vice Presidente di AltaRoma – e Adolfo Panfili, Marta Flavi, Stefano Dominella, la stilista Giada Curti, Livio Beshir, Metis Di Meo, Mita Medici, Alex Partexano, Maria Grazia Nazzari, Luigi Tabita, Maria Monsè, Janet De Nardis, Max Parodi, Nadia Bengala, Cinzia Berni, Roberta Beta, Vincenzo Bocciarelli, Emanuela Tittocchia, il Principe Guglielmo Giovanelli Marconi, Rossano Rubicondi, l’Avv. Renzo Gattegna – Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia –  Cinzia Malvini – del programma Moda su La 7 – Paola Delli Colli – conduttrice di Festival Italia in Musica –  Valeria Oppenheimer, Daniela Pulci e Camilla Nata de La Vita in Diretta, Silvia Bertoni del Tg5, Antonio Pascotto del Tg4 e i direttori di Woman & Bride Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno.

Coloratissimo il menù vegetariano: antipasti con fragoline di bosco e spinaci freschi, pecorino in crosta di mandorle e polpettine al curry, bis di primi con paccheri agli asparagi e menta fresca e risotto rosa al mirtillo, timballini di zucchine con fiore sardo e macedonia di frutta esotica. Torta rettangolare recante il logo della neonata tv che si occupa solo dell’estetica e salute del viso “la parte del corpo umano” – ha affermato Kornblit – “che comunica più di ogni altra”.

Tanti piccoli doni di beautè per gli ospiti da parte degli organizzatori; ma il pensiero più originale è stato sicuramente il dono di Eleonora Brigliadori portato al direttore della web tv direttamente dalle Honduras: una t-shirt dai colori vivaci e colma di simboli.

Face in tv è la prima emittente web dedicata esclusivamente alla cura e alla bellezza del volto, riconoscendone l’importanza fondamentale nelle relazioni tra individui.

Notizie, approfondimenti, consigli, interviste a specialisti di diversi settori (chirurghi plastici, medici estetici, odontoiatri, dermatologi, tricologi, make up artist, psicologi) e a personaggi appartenenti al mondo della cultura e dello spettacolo, sono alcune delle proposte del palinsesto di Face in Tv.