L’ELIZABETH UNIQUE HOTEL PROTAGONISTA DEL VERNISSAGE DELLA MOSTRA “PHOTOS FOR LIFE”

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Con un raffinato light dinner, l’elegante Hotel di via del Corso con ingresso su ha chiuso in bellezza la presentazione della mostra di fotografie di Enrico Vanzina alla Galleria Russo, progetto benefico in favore della Pediatria del Policlinico Umberto I a Roma.

Giovedì 11 aprile 2019 il Bar Bacharach & Bistrot, la terrazza dell’Elizabeth Unique Hotel, e prestigioso boutique hotel nel centro di Roma, ha ospitato l’elegante cocktail a chiusura del vernissage di presentazione di “Photos for Life”, importante appuntamento con il quale
la Galleria Russo ha presentato al pubblico ed alla stampa la raccolta di fotografie ispirate ai grandi film, realizzate dallo sceneggiatore e scrittore Enrico Vanzina. “Sapore di mare”, ad esempio, grandissimo successo diretto dal suo indimenticabile fratello Carlo, simboleggiato da uno scatto di due sdraio sotto un ombrellone.

Davvero un bagno di folla per Vanzina, tra questi volti noti come Riccardo Rossi, Giampaolo e Rossana Letta, lo scenografo Gaetano Castelli che ha firmato un testo critico della mostra, i produttori Pietro Valsecchi con la sua Camilla Nesbitt, Fulvio Lucisano, la top model Linda Pavlova, Richard Borg, il regista Claudio Risi e lo sceneggiatore Edoardo Falcone, Federica Fendi, Piera Detassis, Marisa Stirpe e il notaio Giovanni Pocaterra e molti altri personaggi presenti per testimoniare e condividere questo importante progetto di concreta solidarietà, che renderà migliore la vita di molti piccoli pazienti. I proventi della vendita delle opere in tiratura limitata verranno, infatti, interamente devoluti all’acquisto di un manometro ad alta risoluzione per l’Unità Complessa di Gastroenterologia Pediatrica del Policlinico Universitario Umberto I – Università La Sapienza, Roma diretta dal prof. Salvatore Cucchiara. Senza soluzione di continuità le conversazioni sulle suggestioni artistiche e le ispirazioni della mostra, sono proseguite all’Elizabeth Unique Hotel, a conferma dello stretto legame di collaborazione con la Galleria Russo che espone, negli eleganti spazi dell’Albergo, una importante selezione di opere d’arte.

Accolti da Giuseppe Falconieri, Chief Inspiring Officer e autentica anima del progetto Elizabeth Unique Hotel, dopo una passeggiata attraverso le vie del centro storico, i prestigiosi ospiti sono giunti in via delle Colonnette dove, negli eleganti spazi del Bar Bacharach & Bistrot dell’Elizabeth Unique Hotel, hanno potuto degustare deliziosi involtini di melanzane, finger di polpo, crema di piselli con pesce spada, pane al nero di seppia con salmone e zucchine, tortino di patate con tonno affumicato, carpaccio di salmone marinato, cous cous di verdure, tartellette salate, arancini, polpettine e frittelle dello chef, adeguatamente abbinate ad una selezione di vini bianchi, rossi e bollicine nazionali.

 

ABOUT ELIZABETH UNIQUE HOTEL

L’Elizabeth Unique Hotel a Roma è una residenza preziosa, dove le storie antiche s’intrecciano a quelle odierne, l’ospitalità è un abbraccio generoso e autentico, i desideri vengono esauditi prima di essere espressi. L’esclusività viene scandita attraverso gesti discreti e sapienti, poiché lo scopo non è stupire ma accudire. L’atmosfera cosmopolita e mai convenzionale sembra evocare le memorie dei primi esploratori moderni, figli dell’aristocrazia europea, che durante i grand tour “scendevano” a Roma e restavano massimamente ammaliati da secoli di storia, arte, cultura. Con la stessa intensità e raffinatezza, tra le mura di Palazzo Pulieri Ginetti, nel cuore della città, a pochi passi da Piazza di Spagna, si celebra il viaggio come esperienza inedita e poliedrica, unique per vocazione.

Membro di Design Hotels, l’Elizabeth Unique Hotel è una struttura 5*L e dispone di 33 camere con molte suites. Tutte le camere sono diverse tra loro e sono pensate per offrire l’assoluta eccellenza in termini di eleganza, servizio e tecnologia. Lo Studio Marincola Architects ha concepito l’interior ed ha firmato anche il progetto di illuminotecnica, realizzato in esclusiva per l’hotel. Le pareti di molte stanze sono impreziosite dalle opere d’arte curate dalla Galleria Russo, commissionate e create per interpretare l’anima della proprietà. A disposizione di tutti gli ospiti il mini bar gratuito, che comprende una selezione di prodotti italiani artigianali e un “Handy”, ovvero lo smartphone che offre chiamate e internet illimitati. È inoltre previsto un tablet con un esclusivo servizio concierge, con approfondimenti utili sulla città e informazioni sull’hotel. L’esperienza è infine arricchita dalle amenities firmate Laura Tonatto e dalla pregiata biancheria in cotone e seta.

L’esclusività che caratterizza l’Elizabeth Unique Hotel viene impreziosita dall’atmosfera intima e discreta della Mansion, dimora appartata nel centro storico di Roma, a pochi passi dall’ingresso principale. La Mansion è composta da sei stanze, in grado di accogliere un massimo di sedici ospiti, 12 adulti e 4 bambini. È possibile inoltre prenotare l’intera proprietà, offrendo massima privacy e riservatezza.

Il Bar Bacharach Bistrot offre una proposta gourmet con una collezione di “pani creativi” ispirati alla tradizione gastronomica italiana, arricchita con una serie di suggestioni internazionali. Il menù del Bar rende invece omaggio esclusivamente al Bel Paese, con una carta di signature cocktail dedicati a ogni regione e una prestigiosa selezione di vini firmata da Luca Maroni, nome illustre dell’enologia italiana. L’aperitivo è studiato per anticipare la poesia delle cene romane con creativa generosità. Ai drink e ai calici di vino vengono accompagnati set di prelibati finger food artigianali. Molte materie prime vengono prodotte nelle tenute di famiglia, dall’oliveta al caseificio che produce mozzarella artigianale, per garantire il massimo dell’eccellenza e della genuinità a Km 0.

Gli spazi comuni e le camere dell’Elizabeth Unique Hotel si arricchiscono di contenuti artistici curati da Fabrizio Russo, titolare della storica Galleria Russo di via Alibert, a pochi passi da piazza di Spagna.

 

Il lusso qui non è apparire, bensì essere compresi, trovare appagamento nei piccoli dettagli e ispirazione dalle suggestioni artistiche, in un percorso virtuale da antico a contemporaneo, con l’ulteriore privilegio di entrare a far parte di una community di viaggiatori illuminati. In aggiunta alla contaminazione artistica e culturale, l’Elizabeth Unique Hotel offre i servizi propri dei grandi alberghi a cinque stelle, con criteri di personalizzazione inediti. Siamo convinti che, oggi come mai, l’ospite sofisticato desideri e si aspetti momenti irripetibili, genuini, straordinari, che non hanno prezzo: vero criterio che determina il lusso e che ne costituisce il marchio di riconoscimento.

“Qualità reale, non solo percepita”. Ogni dettaglio, sia esso estetico o di servizio, è stato concepito e costruito senza alcun compromesso.  Gli impianti tecnologici corrispondono al non plus ultra e garantiscono il miglior comfort nonché sicurezza e prevenzione. L’albergo esercita la propria attività nel rispetto della normativa ed è in possesso di tutti i titoli, permessi e autorizzazioni previsti dagli enti pubblici competenti.

Dal concept dello spazio agli arredi, dall’atmosfera all’accoglienza degli ospiti. I nostri artigiani sono ispirati da tali input e li applicano nella materia. Rifuggiamo dalla produzione industriale, che comprometterebbe l’equilibrio tra innovazione e autenticità. Anche nell’ambito della ristorazione interna, la nostra è una scelta senza compromessi, seppur complessa dal punto di vista logistico: acquistiamo prodotti a km 0 e curiamo una produzione quanto più artigianale, come per il pane e la pasticceria, che vengono realizzati nelle nostre cucine.

Le materie prime consumate nelle immediate vicinanze del luogo di produzione sono un incentivo a rispettare le radici e le tradizioni. Un approccio semplice e genuino, che riprende le antiche abitudini dei nostri avi. Selezioniamo con cura una rosa di produttori locali, in grado di assicurarci alimenti sani e sapori unici, allontanandoci nettamente dalla grande distribuzione. Combattiamo il degrado e la decadenza, mettendo in campo valori etici, estetici e di rispetto ambientale. Crediamo nel fatto che fare profitto non è mai la causa, ma l’effetto di chi persegue la qualità. Intendiamo onorare la nostra eredità artistico-culturale, attraverso un’eterogenea rete di collaborazioni con esponenti della cultura della città, provenienti da diversi percorsi intellettuali.

 

Il Manifesto

Giuseppe Falconieri

C.I.O. Chief Inspiring Officer 

ELIZABETH UNIQUE HOTEL ROME

Via delle Colonnette 35 – 00186 Roma

www.ehrome.cominfo@ehrome.com

Press Office: Max Press  maxpicinno@maxpiccinno.com 

 

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IOSMANI NARDIN METTE IN SCENA ROMA E L’AMORE, E INCANTA LA PLATEA DEGLI ITALIAN WEDDINGS AWARDS

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Grandi emozioni e applausi a scena aperta per Magistral Wedding Show che lancia un messaggio d’Amore dedicato alla città di Roma.

Omnia vincit Amor. Et nos cedumus amori. Mai i versi di Publio Virgilio Marone furono più vicini alla realtà se non nel sentimento che ha pervaso i numerosissimi ospiti che, nella serata di sabato 10 novembre 2018, hanno affollato i suggestivi spazi degli Horti Sallustiani in occasione della semifinale del prestigioso premio del settore wedding.

Non a caso Roma porta scritta nel proprio nome la parola latina Amor e non poteva esserci più idoneo palcoscenico dei giardini voluti da Gaio Sallustio nel primo secolo a.c. per fare da cornice alla narrazione del primordiale rapporto d’Amore della Città rappresentata da Iosmani Nardin.

Dalla penombra della sala, una lupa capitolina si stagliava sullo sfondo, fra musiche evocative, facendo comparire le sagome degli artisti che la componevano, dalle quali emergeva la virilità dei due protagonisti maschili, a dare vita alla vicenda dei fratelli Romolo e Remo, rappresentando, tra musiche evocative e suggestioni scenografiche, il conflitto fraterno e il confine che li divise, quel limite invalicabile diventato, nella narrazione tradizionale, motivo di scontro fratricida e di morte. Ma qui interveniva il genio creativo e la visione positiva di Iosmani che cambia le sorti della vicenda e, con una scelta d’amore, ne sovverte i destini. Una scelta consapevole, un abbraccio fraterno che cancella i confini, che abbatte il muro dell’ostilità, proprio quando i protagonisti sembrano essere ineluttabilmente risucchiati nel vortice dell’odio. Roma, nella visione di Iosmani, è generata dalla luce dell’Amore che sovverte la storia proprio quando tutto sembra destinato al buio del conflitto. Una visione innocente e fanciullesca che è la cifra stilistica che consente a Iosmani di stupire il pubblico, risvegliando il bambino che alberga nei cuori di ognuno di noi. Un genio visionario capace di incantare trasmettendo messaggi positivi in cui l’amore genera quell’armonia che illumina e guida le anime belle. Riconoscere questo messaggio e divulgarlo può sembrare una goccia nel mare. Ma il mare esiste proprio perché esiste quella singola goccia.

Facile quindi comprendere come Magistral Wedding Show, la creatura di Iosmani Nardin, abbia conquistato, in pochissimo tempo, un importante spazio nell’affollato panorama del wedding italiano ed internazionale. La prima e unica realtà in grado di ideare, progettare e mettere in scena straordinarie coreografie pensate esclusivamente per il wedding. Spettacoli sorprendenti che, inseriti armoniosamente all’interno dell’evento di nozze, sono capaci di creare un momento di grande suggestione, contribuendo a rendere unica una giornata di grandi emozioni come quella del matrimonio.

LA LUNA DI PAOLA ROMANO SPLENDE SUI PARIOLI

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INAUGURAZIONE DELLA PHILOBIBLON GALLERY CON VERNISSAGE DI PAOLA ROMANO

E’ una elegante villa dei primi anni del ‘900, la nuova sede italiana della Philobiblon Gallery degli imprenditori dell’Arte e della Cultura Filippo Rotundo e Matteo Ghirighini che ha aperto a Roma, nel cuore del quartiere Parioli, in Via Antonio Bertoloni 45. Un inaugurazione per fare omaggio alla Città di nuovi spazi dedicati all’esposizione di raccolte monografiche e tematiche e alla vendita di arte antica, moderna e contemporanea. L’apertura ha coinciso con il vernissage “io, paola romano” della pittrice e scultrice Paola Romano, nota al pubblico come “l’Artista della Luna” per via del tema ricorrente nelle sue opere ispirate e dedicate al satellite della Terra. Oltre trecento ospiti chiamati a raccolta dal press agent Emilio Sturla Furnò, che ha dato il benvenuto assieme alla Romano e ai titolari di Philobiblon. Tra i numerosi volti noti i blasonati Luigi Catemario di Quadri, Alessio Ferrari Angelo- Comneno con la moglie Cristina, Cetti Lombardi Sartriani, Alessandra Oddi Baglioni, Giovanna Deodato Drake, Betta Scarpa, Elena Aceto di Capriglia, Guglielmo Giovanelli Marconi, Giuseppe Ferrajoli, Giampiero Ventura Mazzuca, ‘avvocato esperto di diritto nobiliare Emilio Petrini Mansi, la Vice Presidente di Altaroma Valeria Mangani, l’On. Sandra Cioffi Fedi, le psicoterapeute Irene Bozzi e Mariolina Palumbo, gli avvocati matrimonialisti Manuela Maccaroni e Antonella Succi, i critici arte Francesca Barbi Marinetti e Andrea Romoli Barberini, il chirurgo estetico Anadela Serra Visconti, Laura Pepe, Stefania Giacomini, Giulia Calenda. il maestro Isabella Ambrosini, la sovraintendente della Biblioteca Nazionale di Firenze Letizia Sebastiani, le artiste Paola Crema e Camilla Ancilotto, la presidente del Rotary Sud Maria Novella Paci. Ricco e dal design artistico il cocktail ideato dai maestri artigiani Pasquarelli con canapé assortite, pane di segale con formaggio e salmone, pane alle erbe con tomini e confetture di pomodorini, i tartufi torinesi al cioccolato e fragole glassate e gli oramai famosi “maca-moon” i particolari macarons artigianali realizzati appositamente per l’artista che richiamano i colori della galleria d’arte e delle opere della Romano – bianco, rosso e grigio – accompagnati da una ricca selezione di drinks alla frutta, tutti serviti a braccio da camerieri con divisa nera. Brindisi nel giardino arredato da opere d’arte e di design con la preziosa selezione offerta dalla casa vinicola Casale del Giglio. Scambio di saluti tra Adriana Russo, Maria Grazia Nazzari, Eleonora Vallone, Roberta Beta, Nadia Bengala, Rodolfo Corsato, Alex Partexano, lo stilista astrologo Massimo Bomba, il fashion designer Valerio Lupi – che ha disegnato l’abito total black in raso di seta indossato da Paola Romano – il costumista Francesco Crivellini, gli artisti Giulio Gorga e Massimo di Cave, il prof. Giovanni Crisci, l’avvocato Massimo Massella Ducci Teri, lo scenografo Manuel Carlo Puccini, Antonio Troiani, lo stilista Roberto Cagnetta, la cantante Emy Persiani, l’imprenditore Emilio Miele l’esperta di VIntage Esterita Di Cesare  e i direttori di Woman & Bride Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno. “Nel percorso della Romano” – descrive così il lavoro dell’artista il critico Andrea Romoli Barberini – “sin dagli esordi, il punto di partenza è sempre scaturito dal fascino della materia, nelle sue infinite possibilità di manipolazione e forma che possono condurre a soluzioni anche molto diverse tra loro perché guidate da una sorta di ideale effetto domino, basato come detto, sull’evocazione e sull’analogia di quanto pensato e realizzato”. La mostra della Romano raccoglie una trentina di opere tra dipinti e sculture, alcune di grandi dimensioni, non solo aventi il tema delle fortunate fasi lunari, ma anche paesaggi dell’immaginario, sculture in bronzo e in plexiglass che sembrano asteroidi nello spazio e le nuove opere dell’ultimo ciclo dette Drappi – che l’artista chiama “confidenzialmente “ le “Pezze”- anch’esse di derivazione lunare. Philobiblon Gallery nasce dal progetto maturato grazie all’incontro del libraio antiquario Filippo Rotundo e del direttore di casa d’aste Matteo Ghirighini. “Grazie al rapporto di franchising con lo storico marchio inglese Bloomsbury” – spiegano i titolari – “è nato il progetto Bloomsbury – Philobiblon Auctions, una Casa d’Aste nel cuore elegante di Roma con dipartimenti permanenti di libri, grafica e arte contemporanea. Nella nuova sede proponiamo, inoltre, un ricco e diversificato programma di incontri mensili, valuation days, con gli esperti dei vari dipartimenti inglesi per offrire ai nostri clienti la possibilità di inserire i loro oggetti nelle aste delle sedi inglesi. Philobiblon Gallery nasce, invece, dalla voglia di aprire un salotto d’arte per il mercato italiano dove proporre mostre, eventi e singole opere di Artisti giovani o storicizzati, ponendo l’accento sulla qualità artistica. Grazie alla prestigiosa sede americana nell’Upper East Side di New York che viene inaugurata il prossimo 23 Ottobre, vogliamo creare un ponte fra il mercato europeo e quello americano: un’ideale fusione di mercato, storia dell’arte ed entusiasmo di connoisseurs e collezionisti. Un polo recettore del fermento del mercato artistico d’oltreoceano per valorizzare e sponsorizzare il patrimonio artistico e la creatività italiana”. Già nel 2000 Roma vide l’inaugurazione della prima sede della libreria, incipit di un’avventura di oltre tredici anni, in cui è stata costante la partecipazione della Philobiblon a tutte le più importanti fiere e manifestazioni internazionali. La nuova sede dei Parioli rappresenta strutturalmente le due anime di Philobiblon e Philobiblon Gallery: gli ampi locali si prestano ad accogliere ed enfatizzare le opere grafiche e pittoriche, le sculture e i gioielli protagonisti delle mostre; al contempo lo stile e l’ambiente sottolineano l’originaria e attuale vocazione antiquaria, per un percorso nell’arte e nella letteratura del passato, del presente e del futuro. “Gli incontri con artisti italiani vivaci e talentuosi” – proseguono Rotundo e Ghirighini – “ha fatto vincere il desiderio di realizzare una nuova galleria nonostante le perplessità derivanti dall’attuale congiuntura del nostro paese, e gli spazi di via Bertoloni si sono presentati quali concretizzazione del nostro immaginario. Presso la sede dei Parioli si prosegue ovviamente l’attività libraria, offrendo, anche in Italia, i più preziosi e rari manoscritti, incunaboli, testi a stampa e prime edizioni che hanno reso celebre nel mondo il marchio Philobiblon”. Paola Romano nasce a Monterotondo (Roma). Inizia la sua formazione artistica a Roma, dove ha seguito i corsi alla Rome University of Fine Arts (RUFA). Terminati gli studi rivolge le sue attenzioni alla figurazione gestuale, dove inizia un percorso personale che la porta a superare l’immagine per approdare ad un’arte prettamente aniconica. Negli anni 2000 sviluppa una pittura materica, nella quale dominano i contrasti fra bianco e nero, rosso e oro. Fin dall’inizio Paola Romano partecipa a numerose esposizioni collettive, ma è dal 2004 che la sua maestria e il suo talento vengono riconosciuti nel panorama artistico italiano e internazionale, attraverso una serie di mostre personali. Proprio durante una di queste esposizioni anche il regista Pupi Avati rimane colpito dal suo lavoro e le commissiona quattro opere per il film “La cena per farli conoscere”. Le opere di Paola Romano trovano presto una sistemazione permanente nelle Sale Urbaniane della Città del Vaticano e presso la Fondazione Magna Carta, mentre si susseguiranno le esposizioni personali. In particolare, dopo un mostra personale nel Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, dove il suo successo verrà sancito dalla critica, esporrà al Palazzo Ziino di Palermo, ottenendo un eccezionale consenso. In Cina le sue opere vengono scelte per rappresentare il talento italiano al Cultural Centre della città di Hong Kong. Partecipa alla 54ª Biennale d’Arte di Venezia, dove espone un’installazione di oltre due metri d’altezza nel Padiglione Italia.

Libagione. Da Giovedi 10 novembre le opere di Serge Uberti al Margutta RistorArte.

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LIBAGIONE

SERGE UBERTI: ALBERO, RITO, PURIFICAZIONE

a cura di Francesca Barbi Marinetti

Inaugurazione: giovedì 10 novembre 2011 – ore 18.00

11 novembre – 7 dicembre

IL MARGUTTA RISTORARTE – Via Margutta, 118 – Roma

 

“Tutto inizia con la ricerca di un albero morto” – formula Serge Uberti. “Il tronco è vaso che raccoglie l’acqua piovana dalle proprietà purificatrici. Il prezioso liquido ha valenza simbolica e penetra, irriga, feconda l’arte”. Il rituale della “Libagione” dà il titolo alla mostra dell’artista italo-francese Serge Uberti, curata da Francesca Barbi Marinetti, ospitata presso lo spazio espositivo de Il Margutta RistorArte di Via Margutta 118, dal 10 novembre al 7 dicembre 2011.

Una raccolta di 22 opere prevalentemente pittoriche che si tingono dei colori della Terra. Strutture geometriche che ospitano alberi rituali, figure dalla valenza mitologica senza tempo. Pittura e scultura si interfacciano e sconfinano continuamente fino a congiungersi nella realizzazione perfettamente equilibrata di pittosculture.

Artista interessato all’indagine dei principi archetipici che animano l’essere – spiega la curatrice – Ubertì propende per una dimensione simbolica dell’arte. Nel suo universo di guardiani, costruttori, centauri e stanze votive, assume particolare rilevanza il ciclo dedicato all’Albero rituale. Il recupero della materia apparentemente morta, come quella di un tronco d’albero seccato, è il principio di una rivisitazione del ciclo della vita carico di reminescenze dell’antichità che qui si associa al rito della libagione.

Molte sono le fonti testuali che attestano tale usanza in diverse culture del passato, a partire da quella greca per giungere a quella ebraica. Il rituale libatorio era la pratica dello spargimento di liquidi (acqua, vino, latte, essenze) su qualcosa che avesse valore sacro o simbolico, come un altare, una stele, un manufatto o lo stesso terreno, in qualità di offerta agli dei. Un’azione sacra e purificatoria, che sconfina anche nel rituale dionisiaco del simposio a conclusione di momenti conviviali come i banchetti.

Ubertì di questa tradizione reinterpreta la suggestione relativa alla rigenerazione. Il liquido bianco raccolto nei vasi strutturati attorno al tronco recuperato è una miscela di acqua e roccia che scorre come linfa vitale da un recipiente all’altro colando e penetrando la materia. La natura apparentemente avvizzita non ha finito il suo ciclo e la sacralità della sua rinascita è simbolicamente segnata mediante tale rituale.

In occasione dell’inaugurazione del 10 novembre gli ospiti sono invitati a seguire il percorso a tappe tematiche ideato dall’artista: Uberti si esibisce in una performance pittorica che si fonde con musiche eseguite dal vivo da Louis Siciliano.

Per concludere il rituale” Tina e Claudio Vannini – titolari de Il Margutta RistorArte – propongono il “cream aperitif” dalle proprietà purificatrici eccitanti.

Ufficio Stampa

Emilio Sturla Furnò  +39 340 4050400 – emyesse@yahoo.itinfo@emiliosturlafurno.it

Armonia: L’Arte contemporanea Giapponese in Mostra a Roma.

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Si inaugura venerdì 10 giugno alle ore 19,00 la mostra collettiva di sei artisti giapponesi presso laCappella Orsini in Roma via di Grotta Pinta 21.

La dedizione per l’arte ha suggellato l’incontro e l’unione di Kenji WATANABE, Shii NAKAJIMA, Hirokatsu KONDO, Shigemi MUKUNO, Hiromi NISHIMURA e Yuriko KATO, provenienti da Izu e Tokyo. Pittura, scultura, calligrafia e ceramica unite per raccontare nella capitale la ricerca di libertà, spontaneità e tranquillità, la fusione di antico e moderno, Roma e Tokyo, e la ricerca di elevazione dello spirito nelle persone del nostro tempo. Diversi i loro percorsi e svariate le tecniche utilizzate, con un comune obiettivo di comunicare un messaggio di Armonia e Pace. Ogni singola creazione è il risultato di una dedizione trascendentale e mistica dell’artista, trasmettendo una netta sensazione di benessere armonico fra il cosmo e le sue creature. L’Arte come missione salvifica dell’umanità.

Un progetto durato oltre due anni, voluto fortemente da Kenji WATANABE che ha trovato nel nostro paese una seconda patria creativa. L’incontro con Francesca Brandi– curatrice della mostra-unitamente alla tenacia rispettosa di Watanabe, ne hanno reso possibile la continuazione, in un periodo delicato che il popolo nipponico si trova a fronteggiare. Per questo motivo, e anche in virtù del fatto che l’Arte è una forma eccelsa per trasmettere emozioni, l’intero gruppo di lavoro ha accolto il messaggio internazionale di richiesta d’aiuto promosso dalla Prefettura di Fukushima.

In uno spazio esterno alla mostra sarà allestito un corner atto alla distribuzione di sassi dipinti, in ricordo della mostra, raffiguranti ideogrammi con il significato di Armonia, Pace, Amore, Coraggio, Amicizia, Giappone e Futuro. Il ricavato delle donazioni per la vendita dei sassi sarà interamente devoluto alla Prefettura per scopi di ricostruzione, a cura di Tomoko Meguro. Un chiaro messaggio di dignità e voglia di ricominciare che gli artisti desiderano lanciare, esponendo le loro creazioni nella città capitolina, che sa accogliere da sempre esperienze d’intenso spessore artistico e grande umanità. L’Arte, con la sua intrinseca bellezza e forza propulsiva, è in grado di conferire all’essere umano dignità e coraggio per vivere in un nuovo mondo libero, i cui principi fondanti sono Fratellanza, Unione e Armonia.

Le opere esposte accompagnano il visitatore in un percorso eterogeneo di stili e tecniche, partendo da Watanabe con sculture in legno e marmo, passando per le pitture ad olio di Mukuno, e quelle di tecnica mista di Nakajima, stupirsi di fronte alla pittura tradizionale giapponese dell’arte della calligrafia di Nishimura e della pittrice di canone classico Kato, sino al tocco di artigianalità artistica con le ceramiche a lavorazione tradizionale e moderna nipponica di Kondo. L’Armonia nella varietà, sublimata da passione per l’Arte e rispetto per la vita.

 

 

Mostra a cura di  Francesca Brandi

Ufficio Stampa & PR: Olivier Di Gianni

Mob: + 39 339 7244574, events@olivierdigianni.com